IL PARCO EOLICO dei Casoni di Romagna sedici pale alte cento metri sul crinale tra Monterenzio e Castel Del Rio spacca la Provincia. La giunta di Palazzo Malvezzi, chiamata ieri mattina a dare il via libera al progetto sulla base di una valutazione di impatto ambientale dall'esito positivo, si è vista costretta a rinviare il voto in seguito alla contrarietà espressa da Verdi e Rifondazione comunista. In particolare sono stati gli assessori Pamela Meier e Giuseppina Tedde a porre il veto in zona Cesarini, nonostante la strada verso la costruzione della centrale sembrasse ormai spianata. La Meier, in particolare, voterà contro, mentre la Tedde si asterrà. Eloquente il «no comment» della presidente Beatrice Draghetti. Palese l'irritazione e l'imbarazzo dell'assessore all'ambiente Emanuele Burgin. «Avevo presentato una proposta di delibera che recepiva l'esito positivo degli enti con parere vincolante, quindi Arpa, Ausl, Regione e Soprintendenza ai beni paesaggistici. A fronte di alcune contrarietà emerse in giunta aggiunge si è deciso di riportare l'argomento in commissione e rimandare la decisione». Il primo round, insomma, va a favore del comitato anticentrale. Eppure per Burgin, esponente della Margherita, l'esito del procedimento «non potrà che essere favorevole» visti i pareri emersi in conferenza dei servizi. Poi critica le colleghe di giunta. «C'erano tutte le condizioni spiega per un'espressione favorevole. La proposta di delibera, inoltre, recepiva le prescrizioni indicate dagli enti, come la riduzione da 19 a 16 pale chiesta dal servizio parchi della Regione. Quelle eliminate, tutte sul territorio di Castel del Rio, avrebbero infatti inciso in modo negativo sul terreno di caccia del 'falco lanario', una specie protetta». DA RILEVARE come non tutte le associazioni ambientaliste siano contrarie al progetto. Tra queste, Legambiente si era espressa a favore. Verdi e Rifondazione, riferisce Alfredo Vigarani, capogruppo del 'Sole che ride' in Provincia, contestano soprattutto la mancanza di un confronto con i cittadini, nonché il legame con il piano energetico regionale che sarà varato entro aprile. «La corsa ad approvare questo progetto rischia di alterare le previsioni regionali», dice Vigarani, che da qui al prossimo passaggio in giunta si augura «la possibilità di un maggiore confronto con i cittadini, visto che in gioco c'è il rapporto di fiducia con gli elettori». Per Burgin, però, quella eolica «è una tecnologia matura, che produce quantità significative di energia, al contrario dei pannelli solari». Il tutto, peraltro, dopo che «i binari della pianificazione energetica erano già stati stabiliti dalla Provincia nel 2003, con il contributo delle forze che oggi si oppongono a questo progetto, e che fanno grande affidamento sull'energia eolica».
Dietrofront sul parco eolico
La giunta di Palazzo Malvezzi ha deciso di rinviare il voto sulla costruzione del parco eolico dei Casoni di Romagna, a causa della contrarietà espressa da Verdi e Rifondazione comunista. L'assessore all'ambiente Emanuele Burgin aveva presentato una proposta di delibera che recepiva l'esito positivo degli enti con parere vincolante, ma la Meier e la Tedde hanno votato contro. La decisione è stata quindi rimandata in commissione e il progetto non potrà essere approvato per il momento. Le associazioni ambientaliste, come Verdi e Rifondazione, contestano la mancanza di un confronto con i cittadini e il legame con il piano energetico regionale.
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