Il decreto che nomina i presidenti degli undici parchi del Lazio è stato firmato ieri sera poco prima delle venti dal presidente della regione Piero Marrazzo. Un atto un pò a sorpresa, che oggi sarà ufficializzato in modo più solenne. Si conclude così dopo ben 18 mesi e mezzo il lunghissimo commissariamento che aveva decapitato di fatto le più importanti aree protette della regione, obbligandole a una navigazione a vista e esposizione prolungata a tutti gli attacchi guidati dall'abusivismo sempre allerta. Con la nomina dei presidenti inizia una nuova stagione ambientale in tutto il Lazio. La nomina, come è noto, vede finalmente in sella ambientalisti ed esponenti della cultura come il professor Adriano La Regina, lo studioso già soprintendente archeologico di Roma per oltre venticinque anni che ora è posto alla guida degli oltre 3500 ettari del Parco dell'Appia, senz'altro l'area più importante tra le varie realtà coinvolte per i numerosi livelli che comporta, dal punto di vista storico, archeologico e ambientalista. Per la Caffarella e Tormarancia, tanto per fare due nomi, cioè per due realtà che da sole rappresentano oltre 400 ettari di verde, si preannunciano novità a breve. L'impegno che La Regina ha annunciato di voler trasferire in questo ambito darà certamente una salutare scossa al lungo immobilismo subito in un'area così prestigiosa, dove si è appena registrato un forte ritorno d'interesse da parte dell'amministrazione comunale. Così è per la Caffarella, mentre più stagnante apppare la situazione di Tormarancia. Le designazioni ai vertici dei parchi della Regione, oltre a quella di La Regina per l'Appia, sono le seguenti: Francesco Petretti alla presidenza di RomaNatura, Fernando Petrivelli al Parco nazionale di Veio, Enrico Memeo ai Monti Simbruini, Erminia Cicione alla Riviera di Ulisse, Leandro Liotti alla riserva del Monte Navegna e del Monte Cervia, Paolo Piacentini al parco dei Monti Lucretili, Paolo Henrici De Angelis a Nazzano-Tevere Farfa, Gianluigi Peduto ai Castelli Romani, Cesare Bassanelli per Bracciano-Martignano e, infine, Giovanni Ialongo per i Monti Aurunci.