La prossima Biennale d'arte contemporanea aprirà a Venezia il 10 giugno e si chiuderà il 21 novembre. Molte le novità annunciate dal presidente Davide Croff finalmente si inaugura il primo padiglione nazionale italiano, situato presso lo spazio delle Tese delle vergini all'Arsenale, 77 i Paesi partecipanti, fra cui il Libano per la prima volta, e la restituzione del padiglione Venezia agli artisti veneri, come era stato voluto negli anni '30. In linea poi con la spinta che l'attuale ministro Rutelli intende dare al turismo italiano, le quattro manifestazioni artistiche internazionali più importanti dell'anno (Venezia, Kassel, Munster e Basilea) hanno giunto le loro forze per creare insieme il sito www.grandtour2007.com, allo scopo di facilitare la logistica dei viaggiatori del mondo dell'arte contemporanea (collezionisti galleristi, artisti, critici). Interessante l'intervento del curatore della mostra internazionale Robert Storr attualmente rettore della Yale school of art e curatore per l'arte moderna e contemporanea del Philadelphia museum of art e, dal 1990 al 2002, curatore capo del Dipartimento di pittura e scultura del Moma di New York, una carica, diciamolo pure, fra le più importanti al mondo. "Pensa con i sensi, senti con la mente. L'arte del pensare", questo il titolo della mostra che si svolgerà come ogni anno in parte ai Giardini, al padiglione Italia appunto, in parte all'Arsenale, in cui saranno presenti 100 artisti provenienti da tutto il mondo. Fra quelli scelti, gli italiani Paolo Canevari e Gabriele Basilico e molti degli artisti internazionali esposti al museo MAXXI di Roma in questi anni: Francis Alys, Iran Do Espirito Santo Ilya ed Emilia Kabakov, e Kara Walker. Inoltre, la mostra "Chek list" scelta da Storr e curata da un gruppo di esperti sull'arte africana contemporanea. Superare la dicotomia platonica mente-corpo, questo il punto di partenza concettuale di Storr, che propone l'arte come mezzo per "dare un senso" alle cose e per "coglierne la piena complessità sul piano intellettuale, emotivo e percettivo" in un'epoca, spiega Storr, di conflitti e di fragilità della cultura. A chi domanda il perché dell'età "matura" di molti artisti, Storr replica che ciò che importa è la vitalità degli artisti e non l'età (facendo notare la sua, 57). Nessuna categoria, dunque, a condizionare le scelte degli artisti: né generazionali, né nazionalistiche, né storiche, né di tecnica. Più attaccata alla tradizione, invece, Ida Giannelli, sulla quale le aspettative erano tante. La direttrice del museo "Castello" di Rivoli è, infatti, la curatrice del primo padiglione nazionale italiano, e ci si aspettavano forse, se non fuochi d'artificio, un esordio memorabile. Il padiglione italiano, invece, presenterà solo due artisti, Francesco Vezzoli (già presente alla Biennale scorsa, fa notare il pubblico) e Giuseppe Penone, artista storico del gruppo dell'Arte povera, movimento alla base della collezione del museo "Castello" di Rivoli.