Enti locali e istituzioni bancarie finanziano la ristrutturazione che prevede anche il trasloco della Galleria Sabauda Soddisfatto il presidente Elkann che annuncia larrivo di Alpitour come sponsor "Questa è la sussidiarietà al contrario, con gli enti che intervengono a favore dello Stato. E questa è una botta da cinquanta milioni". Così, tra il serio e il faceto, la presidente Mercedes Bresso ha dato il via ieri mattina in piazza Castello allincontro per la firma dellaccordo di programma per la ristrutturazione e il riallestimento del Museo Egizio. Cinquanta i milioni erogati alla Fondazione di via Accademia delle Scienze, così ripartiti: 7 dalla Regione, 3 dalla Provincia, 10 dal Comune, 5 dalla Fondazione Crt e 25 dalla Compagnia di San Paolo. Intorno al tavolo il sindaco Sergio Chiamparino, i presidenti dellEgizio Alain Elkann e della Fondazione Crt Andrea Comba, Dario Disegni per la Compagnia, i direttori per i Beni Culturali di Ministero e Regione Mario Turetta e Alberto Vanelli. E i tre assessori alla cultura Gianni Oliva, Fiorenzo Alfieri, Valter Giuliano. Un accordo, quello firmato ieri e approvato a gennaio, in linea con lAtto costitutivo della Fondazione antichità egizie, dellottobre 2004: la somma a disposizione verrà versata in fasi successive dopo lavvio della gara per il nuovo grande museo. Tra una firma e laltra, si è resa nota la tabella di marcia: entro fine aprile esce il bando per la progettazione, nel 2008 si iniziano i lavori, la cui durata prevista è di 3 anni (il museo chiuderà a tranche e mai completamente). Tutto dovrà essere pronto per il 2011. Per quella data anche la Galleria Sabauda sarà riallestita nella manica nuova di Palazzo Reale. La superficie espositiva del museo raddoppierà, passando da 6mila a 12mila metri quadrati. Gli interventi riguarderanno lattuale museo, gli spazi dellex tipografia Marchisio al piano terreno, di proprietà dellAccademia delle Scienze (si sta studiando una forma di accordo) e il secondo piano lasciato libero dalla Sabauda. E caduta invece lipotesi di ampliare il museo negli spazi sotto la prospiciente chiesa di San Filippo. Perché non ce ne sarà bisogno. "Adesso lo posso dire, le cose sono andate bene. Dopo due anni di rodaggio, e sotto tre diversi ministri, la Fondazione per lEgizio e il Ministero hanno trovato un buon modus vivendi" ha detto Elkann. Che ha annunciato anche lavvio della catalogazione dei 24mila pezzi ancora privi di scheda, deliberata proprio ieri mattina dal consiglio di amministrazione, e, fra lo stupore di Chiamparino, larrivo di nuovi sponsor. "Abbiamo avuto tra laltro un contatto con Alpitour, potrebbero darci una mano per creare un circuito di musei Egizi europei, anche perché loro sono attivi in Egitto, hanno navi sul Nilo". La Fondazione Antichità Egizie, la prima del genere in Italia, non è destinata a rimanere sola. Dovrebbe essere seguita entro la fine dellanno dalla Fondazione per la Reggia di Venaria: " A fine mese - ha detto Bresso - presenteremo a Roma la bozza di statuto". (ma. pa.)