Ferretti: "Parteciperò alla gara larte deve sapere emozionare" In via informale avevo già iniziato a lavorare ad un progetto sulla tomba di Kha Il pubblico va coinvolto senza usare per forza effetti speciali e multimediali "Quando ho allestito lo Statuario, ho voluto creare intorno alle sculture dellantico Egitto un nuovo interesse e soprattutto nuovi stimoli. Nel mio lavoro è così: se le cose non mi stimolano, evito di farle". Dante Ferretti, scenografo premio Oscar 2006 per il film "The Aviator", ora impegnato a Londra per il musical di Tim Burton "Sweeney Todd", ma anche a Parigi per un lavoro con il regista David Cronenberg al Thèatre Chatelet, ha sempre nel cuore il museo torinese. E proprio dalla capitale britannica ci comunica che prenderà parte anche lui, con un gruppo di lavoro, alla gara per il suo nuovo allestimento. Dante Ferretti, come vedrebbe il nuovo grande Egizio? «Mi è difficile dirlo ora, non ho ancora letto il bando di gara, ci devo riflettere. Posso dirle fin dora, però, che manterrei fede ai principi che ho ben presenti in genere nella mia attività. Per avere successo nelle cose si deve creare qualcosa che stimoli. Ovvero, rinnovare, creare interessi paralleli intorno agli oggetti, coinvolgere il pubblico. Andare al museo non deve essere una passeggiata fatta magari di corsa o passivamente, perché qualcuno ci ha portato». Vedrebbe bene anche effetti speciali e multimediali per il nuovo Egizio? «Intanto qui non si tratterà di un allestimento temporaneo, come per lo Statuario, bensì permanente. Credo che ci voglia sempre un grande rispetto per il museo, che è un pezzo di storia straordinaria, non qualcosa di freddo su cui intervenire. Ci sono tante vie per coinvolgere il pubblico, non necessariamente gli effetti speciali e multimediali. Si deve individuare una strada diversa da quella percorsa per creare, come per lo Statuario, una forma di installazione temporanea. Credo sia molto importante in questo caso muoversi allinterno della tradizione torinese, del significato di quel museo nella storia della città». Dopo lo Statuario, le era stato proposto di pensare a una nuova presentazione della Tomba dellarchitetto Kha e della moglie Merit, uno dei pezzi forti delle collezioni. Quali le sue idee in proposito? «Il presidente Alain Elkann mi aveva chiesto in via informale di pensare a unipotesi di nuovo allestimento per quella tomba, ma poi anche questo progetto è rientrato alla fine nel grande piano per il riallestimento permanente. Quando avrò letto il bando, mi farò venire delle idee più precise. Come le ho detto, per ora è prematuro». Uno spettacolo, al cinema o a teatro, e un museo sono per lei affini o distanti? «Guardi, pur con le dovute differenze, anche un museo è spettacolo e il visitatore in un certo senso è spettatore, anche se non solo. Questo non vuol dire che io intenda a tutti i costi "spettacolarizzare": ci vuole una giusta misura. Sono comunque attratto dallidea di lavorare per il museo, infatti parteciperò alla gara. Sono anche soddisfatto che lo Statuario sia stato apprezzato e abbia avuto successo, che tanta gente labbia visitato. E che inoltre continui ad essere lì, ben oltre il tempo previsto».
TORINO- MUSEO EGIZIO. Dante Ferretti: allestimento dello Statuario
Dante Ferretti, scenografo Oscar 2006, parteciperà alla gara per il nuovo allestimento del museo egizio di Torino. Ferretti ha già lavorato al museo e ha detto che il suo obiettivo è creare qualcosa che stimoli e coinvolga il pubblico. Non ha ancora letto il bando di gara, ma ha detto che manterrebbe fede ai principi della sua attività. Ferretti ha anche detto che il museo è un pezzo di storia straordinaria e che ci sono tante vie per coinvolgere il pubblico senza usare effetti speciali e multimediali. Ha anche detto che uno spettacolo, un museo e un cinema o teatro sono affini, ma che ci vuole una giusta misura per non "spettacolarizzare".
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