"Troppi scempi in passato, la mia torre è una scossa" Larchitetto e Savona: "Sono travolto, potrei già scriverne un libro" Renzo piano Mi ha confidato tutto il suo scoramento per la storia del waterfront. Lo capisco, anche perché è genovese il cemento Non si può insistere sul borgo ligure, sul quale negli ultimi decenni sono state usate violenze di ogni tipo i liguri Forse sono più litigiosi perché costretti in spazi angusti. Però il dibattito mi ha appassionato il porticciolo Io sono di sinistra, ma trovo assurdo che si faccia la guerra a chi ha una barca di 25 metri «Ho una rassegna stampa che è una montagna di carta e l80 per cento sono articoli su Savona. Da quando mi occupo di quello, sembra non esista altro. Potrei scriverne un libro. Eppure in giro sto facendo molte altre cose...». Massimiliano Fuksas sorride più divertito che polemico. Il progetto per il nuovo porto turistico alla Margonara, e soprattutto la torre alta 123 metri che il sottosegretario allAmbiente Laura Marchetti ha definito un «fallo ricurvo», restano un irrisolto, anche se larchitetto lituano ha attraversato da protagonista un consiglio comunale aperto alla città: «È vero, in Liguria è più difficile che altrove lavorare, però questa storia mi sta appassionando». Scusi, Fuksas, ma perché è più difficile in Liguria? «Perché la Liguria non ha gli spazi della Pianura padana, è stretta tra le montagne e il mare, e i liguri sono più litigiosi, perché storicamente abituati a dover convivere in fazzoletti di terra. È un problema che non ho riscontrato solo io. Pensi a Renzo Piano e al waterfront». Situazioni diverse, però. «Sì, però, anche lui ha avuto i suoi problemi. Siamo forse gli unici architetti italiani amici e non gelosi tra di loro. E quando lho visto qualche giorno fa a Roma per la mia mostra "Un Sessantesimo di secondo", mi ha confessato ancora la sua amarezza per la vicenda estenuante del waterfront. Lo capisco bene, anche perché essendo genovese, la vive in modo particolare. Mi ha detto: "Vedi, ogni giorno dovrei dare la mia matita a qualcuno che mi spiega cosa bisogna fare qui e cosa bisogna fare là". Io sono più sereno, perché tutto sommato anche il confronto che si è aperto a Savona è stato appassionante e costruttivo. Limportante è intendersi su cosa si voglia fare per il futuro del nostro territorio». Architetto, lei sa benissimo che le contestano due cose, con il minimo comun denominatore del timore cementificazione in una Regione in questo già assai provata. Una è il porticciolo turistico, laltra è la natura della torre, qualcosa di "estraneo" al territorio. «È proprio questo il punto. Io rovescio il discorso: certo che la torre è un elemento di rottura, ma è proprio questo che ci vuole. Le città oggi hanno bisogno di elementi iconici, nei quali riconoscersi, basti guardarsi in giro per il mondo per rendersene conto. Se vogliamo, possiamo anche mantenere lassetto del borgo ligure, così comè e così comè sempre stato. Io penso, invece, che bisogna sanche voltare e che una puntura di spillo, così come ho definito la torre, appena pensato il progetto, sia una scossa salutare». Scusi, ma cosa non va nel borgo ligure? «Negli scorsi decenni, dopo le belle cose degli anni 50 e 60, è stato operato uno scempio del territorio. Costruendo in basso sulla struttura del borgo ligure, si sono perpetrati abusi urbanistici da Ventimiglia a Portofino, anzi sino a La Spezia, salvando forse in parte solo le Cinque Terre. Prima hanno eliminato pezzi di foreste, poi hanno deviato i corsi dacqua, poi hanno costruito in zone lasciate senza tutela, come del resto in tutta Italia, dove sono stati realizzati 9 milioni di alloggi abusivi. Pensate, ad esempio, allo stesso ospedale di Savona, sulla collina di Valloria, sistemato in collina come le lavatrici di Genova. Per carità, utilissimo, però paesaggisticamente un ecomostro». E la soluzione è costruire in altezza sul mare? «Guardi, io sono un grande appassionato di Lucio Fontana, e la prima cosa che mi viene in mente è la passeggiata degli artisti di Albisola, che è un monumento artistico, uno dei luoghi più importanti, un monumento ad un periodo straordinario, gli anni 60. Da qui bisogna ripartire, salvando ciò che cè di buono, per questo respingo al mittente certi discorsi, che partendo dal mio progetto, portano a parlare persino di rapalizzazione. La verità è che sia lallora sindaco (Ruggeri ndr) che Canavese volevano una svolta architettonica, ma forse non avevano il coraggio di dirlo, anche se lo pensavano. Va benissimo che lo abbia fatto io, in fondo è una sfida che mi appassiona, anche perché altrimenti non lavrei raccolta, come non raccolto l80 per cento dei progetti che mi vengono proposti, perché non ne ho bisogno. E ormai posso permettermi solo di fare quello che mi piace». Dicono che la sua parcella sia un milione di euro. «Non ho mai mandato sino adesso nessuna parcella al cliente, me ne sono dimenticato. È lultima cosa che mi viene in mente». E il porticciolo? «Io sono sempre stato di sinistra, ma non capisco cosa ci sia di male, se cè gente che ha la barca di cinque metri, o di venticinque metri. Non possiamo prendercela con quelli che hanno le barche, perché uccideremmo una parte cospicua della nostra industria. La cosa importante è che niente sia unenclave, che tutti possano andare dappertutto, che tutto sia accessibile. Questo progetto è stato completamente innervato dal paesaggio. Non ho pensato di fare i posti barca prima del paesaggio, semmai il contrario. Ho pensato prima al torrente, allacqua, a preparare il passaggio per collegare Savona che al momento che ha una serie di blocchi industriali. Scusate, ma io non vedo i confini amministrativi».
Fuksas: questa Liguria ferita così difficile da conquistare
Renzo Piano ha espresso il suo scoramento per la storia del porticciolo di Savona, che secondo lui è stata segnata da violenze e abusi urbanistici. Larchitetto ha definito la torre alta 123 metri progettata per il porto turistico come un "fallo ricurvo" e ha affermato che la sua creazione è stata un'opportunità per la città. Piano ha anche sottolineato che la Liguria è una regione stretta tra montagne e mare, con spazi limitati, e che questo ha influenzato la sua progettazione. Larchitetto ha anche respinto la possibilità di una "rapalizzazione" del porticciolo e ha sostenuto che la torre è un elemento iconico che può aiutare a definire l'identità della città.
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