Al Parco del Ticino servono proposte operative non proteste «Se il nostro Ente avesse espresso un parere negativo, motivato, si sarebbe certamente posto in totale contraddizione con la volontà dell'Amministrazione Provinciale e dei sei Sindaci del Parco interessati dal tracciato, che sono parte integrante dell'Assemblea Consortile e che ratificano gli atti del Consiglio di Amministrazione». Forse è arrivato il momento di istituire un unico Parco Interregionale della Valle del Ticino che abbia autonomia istituzionale In merito alla querelle sull'autostrada regionale Broni-Mortara, dopo la polemica lettera che Marco Magnifico, direttore generale culturale Fai (Fondo per l'ambiente italiano) aveva inviato al Presidente del Parco del Ticino, Milena Bertani, riceviamo la risposta del Presidente del Parco che pubblichiamo integralmente. «Egregio dr. Magnifico, rispondo alla Sua lettera in merito al parere del Parco del Ticino sulla proposta di autostrada regionale Broni-Mortara, lunga complessivamente 65,8 km dei quali quasi 50 previsti in territorio lombardo. Il tratto che interessa il Parco Regionale è lungo 15 km circa. «Anzitutto una precisazione, anche se scontata: il Parco del Ticino non è un ente o un'associazione che ha lo scopo di promuovere e diffondere la cultura ambientale, ecologica o paesaggistica, attività ottimamente svolta da Voi o dagli amici di Legambiente, Wwf, Italia Nostra e tanti altri soggetti. Noi siamo un soggetto istituzionale ben preciso: il nostro Statuto ha stabilito che il Parco è un Consorzio di Enti locali composto dai 47 Comuni e dalle tre provincie costituenti il suo territorio, che affidano a un Consiglio di Amministrazione, quello che io presiedo, il compito di tradurre in azioni amministrative gli indirizzi politici che vengono delineati dall'Assemblea Consortile formata, per legge, dai Sindaci e dai Presidenti delle Provincie. «L'Autostrada Broni-Mortara nasce nell'ambito del Tavolo Territoriale di Confronto di Pavia promosso dalla Regione Lombardia nel luglio 2002. Il Comitato Promotore locale della tratta autostradale (che vede tra i suoi soci la Provincia e il Comune di Pavia) ha approvato all'unanimità, il 9 giugno 2005, lo studio di fattibilità. «E' un'opera nata e voluta in sede locale e promossa, tra gli altri, dal Comune e dalla Provincia di Pavia, due enti importanti dal punto di vista istituzionale per il Parco del Ticino nel territorio pavese. «Se il nostro Ente avesse espresso un parere negativo, motivato, si sarebbe certamente posto in totale contraddizione con la volontà dell'Amministrazione Provinciale e dei sei Sindaci del Parco interessati dal tracciato, che sono parte integrante dell'Assemblea Consortile e che ratificano gli atti del Consiglio di Amministrazione. «L'espressione di un parere negativo non avrebbe migliorato i risultati per la tutela del Parco. Lo dicono le numerose opere per le quali, in questi ultimi dieci anni, pur in presenza di una bocciatura del Parco o sono state fatte, o sono in corso di realizzazione, oppure sono stati definiti i progetti senza che siano state prese in considerazione le osservazioni di carattere ambientale del Parco o adottate altre scelte progettuali. Sono sette le strade e le ferrovie non approvate dal Parco, senza dimenticare il lungo elenco che riguarda l'Aeroporto di Malpensa. «Lei pensa che i vari Governi che si sono succeduti in questi ultimi dieci anni hanno tenuto conto delle nostre osservazioni e hanno pensato veramente di tutelare il Parco del Ticino? Nel 1994 Malpensa 2000 fu convertito ad "hub". Oggi stiamo ancora aspettando la Valutazione di Impatto Ambientale e la costituzione dell'Osservatorio Ambientale Permanente, unico strumento di garanzia e di controllo per tutti. «Non so quindi, tra me e Lei, chi vive nel Paese di Alice. Per sua informazione anche la Soprintendenza per i beni Architettonici e per il paesaggio e la Soprintendenza per i beni archeologici per la Lombardia hanno espresso parere favorevole alla Broni-Mortara. «Forse per Lei è retorica ma ottenere che venga fatta preliminarmente la Valutazione Ambientale Strategica per dimostrare la compatibilità ambientale dell'infrastruttura è stata una decisione importante perchè per la prima volta un'arteria che attraversa - anche solo parzialmente - il territorio del Parco è sottoposta, ex ante (e non ex post o neppure mai, come nel caso di Malpensa) alle norme comunitarie e sarà lo studio di dettaglio a comprovarne la sua ammissibilità. «Nella Sua "lettera-denuncia" ha parlato solo di effetti negativi e catastrofici. Mi sarei aspettata una proposta operativa, reale e praticabile per difendere concretamente la Valle del Ticino. «Credo sia giunto il momento di istituire un unico Parco Interregionale della Valle del Ticino che abbia autonomia istituzionale, sia governato con gli stessi principi e abbia i medesimi obiettivi per la pianificazione ambientale, territoriale, sociale ed economica e che si proponga di effettuare le stesse politiche di tutela del Fiume. Parlare del valore del Parco del Ticino lombardo, trascurando la parte piemontese, ed evidenziare le sue peculiarità solo per le minacce costitute dalle grandi opere infrastrutturali senza rendersi conto dei disastrosi effetti provocati dalle politiche attuali di gestione idrica ed idraulica del Fiume, dimostra di avere una "parziale" (intesa come incompleta e di parte) visione dell'ecosistema complesso e complicato che governa la Valle del Ticino. «Mi aspetto di averLa al nostro fianco quando inizieremo a muovere i primi passi nel difficile compito di unificazione dei due Enti. «Milena Bertani, Presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino».