I PUNTI Nuova bozza della Regione con sette novità importanti. "Il coraggio alla fine è arrivato" FINE della famosa offerta al massimo ribasso. Subappalti solo per lavori di estrema specializzazione. Stipendi corrisposti dallente appaltante se la ditta che ha vinto non pagherà. Risoluzione dei contratti in caso di gravi inadempienze da parte delle ditte. Contrattazione preventiva. Norme più stringenti su sicurezza e rispetto di norme contrattuali e previdenziali anche nei pochi subappalti tollerati. Sono i sei punti principali della quarta e ultima bozza di legge regionale sugli appalti pubblici arrivata in questi giorni sul tavolo dei sindacati. Finalmente quella capace di sciogliere le dure riserve sulle proposte della Regione da parte di Cgil, Cisl e Uil. Tanto che non solo il vicepresidente del consiglio regionale, Federico Gelli, ma anche i sindacati giudicano che da questa bozza potrà scaturire una legge allavanguardia in Italia. Una norma di cui si discute da secoli, che ha trovato unaccelerata anche sullonda delle sollecitazioni del presidente Napolitano a proposito di sicurezza sul lavoro e dellimpegno del governo a rivedere la normativa nazionale sugli appalti. Ma che finirà, dice Gelli, per diventare «un esempio cui anche il governo dovrà guardare». «Avevamo chiesto un atto di coraggio alla Regione - ricordano i tre responsabili della legge in Cgil, Cisl e Uil, Daniela Cappelli, Ciro Recce e Ernesto DAnna - Ci sono state paure e resistenze alle novità. Ma ora le nostre richieste fondamentali sono state accolte. Latto di coraggio ha avuto inizio. Ovviamente cè ancora da discutere, limare, precisare, migliorare. Soprattutto da varare il regolamento attuativo. Ma possiamo iniziare a lavorare». Domani Gelli presenterà la bozza a Comuni, Province, comunità montana. Lunedì 12 la porterà al tavolo di concertazione dove ci saranno anche i sindacati e le categorie. «Un risultato importante», si dice sia in Regione che nel sindacato. Finalmente: dopo che il primo accordo sugli appalti tra Regione e sindacati data 1996, che da allora a oggi ci sono stati in Toscana ben tre scioperi generali sulla sicurezza, che dal 2000 si parla di legge e che le prime tre bozze erano stare rispedite dai sindacati al mittente con laccusa di essere più arretrate dei vecchi accordi. Ecco la svolta. Uno dei punti più significativi è lofferta al massimo ribasso, che finora è stata la base di tutti gli appalti e che invece scompare a favore dellofferta economicamente più vantaggiosa. Non è un gioco di parole. Il massimo ribasso vuol dire il prezzo più basso. Lofferta più vantaggiosa significa il prezzo più conveniente ma unito alle migliori garanzie su qualità, sicurezza, impatto ambientale, rispetto del contratto di lavoro. Poi, i subappalti che i sindacati accusavano la Regione di sottovalutare. Bene, ora spariscono, almeno nella loro accezione più usata: di risparmio. per prima cosa, sottolinea Cappelli, «sui costi del lavoro». La norma prevede invece solo subappalti limitati alle attività specializzate. Ancora, lente che assegna un appalto diventa automaticamente responsabile dei diritti dei lavoratori e paga gli stipendi se non lo fa la ditta, dopodichè si rivale su questultima al momento di saldare il lavoro. Quanto al contratto di appalto, è prevista la possibilità di mandarlo a monte se la ditta compie gravi inadempienze contrattuali, contributive, sulla sicurezza, o tiene lavoratori al nero. Infine, si parla di contrattazione preventiva almeno nei grandi appalti sullesempio di come già fatto per la Tav nel Mugello. Su tutto vigilerà lOsservatorio regionale già esistente ma che diventerà un vero settore della giunta. Tutto fatto? No. Per arrivare a mettere la parola fine a una legge che cambierà, è la previsione, il volto del lavoro in Toscana e limiterà, è la speranza, morti e incidenti, ci vorrà ancora impegno. Almeno secondo Cgil, Cisl e Uil. Troppo grandi le aspettative riposte dai sindacati in questa norma «che alzerà la qualità del lavoro ma alla fine farà anche risparmiare agli enti pubblici, per esempio evitando i continui blocchi degli appalti concessi al massimo ribasso» per abbassare la guardia, dicono Cappelli, Recce e DAnna. Si tratta adesso, spiegano, «di non stravolgere e di migliorare la bozza, ma soprattutto di dare sostanza alla legge attraverso i regolamento e il capitolato tipo». Cappelli fa due esempi. Uno, a proposito del regolamento: «Si parla di risoluzione dei contratti per gravi violazioni contrattuali, bisognerà decidere quali». Il secondo, sul capitolato tipo: «Dovremo indicare esattamente i parametri dellofferta economicamente più vantaggiosa».
TOSCANA Addio al massimo ribasso la legge sugli appalti più vicina
La Regione Toscana ha presentato una nuova bozza di legge regionale sugli appalti pubblici, che include sette novità importanti. La bozza è stata accolta positivamente dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che avevano sollecitato una legge più avanzata. Le novità includono l'eliminazione dell'offerta al massimo ribasso, la limitazione dei subappalti, la risoluzione dei contratti in caso di gravi inadempienze, la contrattazione preventiva, norme più stringenti sulla sicurezza e il rispetto delle norme contrattuali e previdenziali. La legge è stata definita "un esempio all'avanguardia" e potrebbe diventare un modello per il governo nazionale.
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