Il sovrintendente conferma che il Comunale gestirà la sala fino a giugno. Poggi licenzia otto lavoratori Tutino: costa 450 mila euro lanno Debiti quantificati in 150 mila euro. "Riporteremo in sede il cartellone sinfonico" Gastone Poggi riconsegnerà le chiavi del Manzoni al Teatro Comunale già nelle prossime ore, ma con esse, annuncia il sindaco Cofferati, anche «150 mila euro di debiti: 100 daffitti non pagati, il resto di utenze». Il consiglio damministrazione della Fondazione ha approvato la soluzione del presidente, cioè sempre il sindaco: il Manzoni rientrerà, come ramo dazienda, nella gestione del Comunale. «E una situazione demergenza - ribadisce Cofferati -, dovuta allincapacità imprenditoriale del gestore; è giusto che la città faccia il suo dovere per portare a termine la programmazione già decisa. Poi, entro giugno, decideremo che fare». Molto più esplicitamente il sovrintendente Tutino anticipa i dubbi di molti: «La mia valutazione sulla capacità dimpresa di questo contenitore è negativa. Le spese di gestione superano qualsiasi tipo di introito se lauditorium rimane dedicato solo agli spettacoli dal vivo». E, quantificate in 450 mila euro lanno le spese vive di gestione, «bisognerebbe guadagnare quattro volte tanto per qualsiasi imprenditorialità seria, quando invece, così comè, il Manzoni non può aver altro utilizzo se non la musica, niente cinema e niente congressi, per esempio». Le soluzioni? «Nellimmediato - spiega Cofferati - il rapporto daffitto è risolto automaticamente»: così prevede il contratto, se il gestore è moroso per una cifra pari almeno ad un anno daffitto (55 mila euro). Nei prossimi giorni avverrà la formalizzazione del passaggio da parte dei legali del Comunale. «Il sindaco si è impegnato a cercare finanziamenti - dice Tutino - per non gravare troppo sulle casse del Comunale. Dopodichè si vedrà se far rientrare la proprietà direttamente sotto il Comunale o no. Ma nella mia valutazione tecnica il Manzoni è una gestione impossibile. Se io fossi un imprenditore privato ne farei miniappartamenti». Battute a parte, «se dobbiamo gestirlo in prima persona è un problema economico, a meno che non ci sia la volontà politica di farvi fronte». Il problema principale rimane per le associazioni musicali, ovvero Musica Insieme, Bologna Festival e Orchestra Mozart, che da qui a giugno occuperanno il Manzoni per circa 25 date, cui saggiungono quelle, da confermare, degli Amici del Manzoni. «Noi potremmo riportare in sede il cartellone sinfonico - aggiunge Tutino - ma per le altre associazioni sapre un problema di spazi. In questi mesi continueremo a cercare soluzioni perché le associazioni hanno bisogno di unidea per il futuro». Infine, la nota dottimismo. «Finalmente la questione è venuta fuori e, se cè chiarezza, si trova sempre una soluzione non ipocrita e non di comodo». Infine i sindacati hanno incontrato ieri il commercialista di Poggi per aver chiarimenti sulla situazione dei lavoratori delle altre strutture: quelli del Medica verranno assorbiti dai nuovi gestori, per gli 8 di Arcobaleno e Giardino verranno avviate le procedure di licenziamento.