Dal 31 marzo i capolavori di Renoir, Zandomeneghi e De Nittis A un anno di distanza dalla mostra su De Nittis e Tissot, visitata da 40mila persone, Palazzo Della Marra a Barletta ritorna a fare la cornice ad unaltra importante esposizione dedicata allImpressionismo. Sintitola "Zandomeneghi, De Nittis, Renoir. I pittori della felicità" la rassegna che la splendida struttura barocca ospiterà dal 31 marzo al 15 luglio: unottantina le opere in passerella fra dipinti, disegni, pastelli e grafiche di Federico Zandomeneghi e Pierre August Renoir, per la prima volta in Puglia, e di Giuseppe De Nittis. Il palazzo nel cuore del centro storico, restaurato per ospitare stabilmente la collezione De Nittis, diventa un contenitore darte di livello internazionale, dove, secondo il progetto dellarchitetto Cesare Mari, allesposizione museale permanente si abbina una sede espositiva per eventi temporanei e un luogo di riferimento per gli studi e la ricerca sullarte dellOttocento. Il contesto ha un fascino innegabile e laffaccio sul mare, il caffè letterario, il bookshop elevano la pinacoteca Giuseppe De Nittis ai più alti livelli europei di fruibilità dellarte. Gioisce Emanuela Angiuli, curatrice della mostra per il Comune di Barletta: «Finalmente la collezione di Giuseppe De Nittis trova una sede definitiva nella pinacoteca del palazzo: la collezione è tornata in Puglia nel 1914 per volontà della moglie dellartista, nativo proprio di Barletta, e ad oggi raccoglie 186 opere tra oli, pastelli ed incisioni». La mostra "Zandomeneghi, De Nittis, Renoir. I pittori della felicità" curata anche da Tulliola Sparagni, prodotta e organizzata da Arthemisia, racconta il percorso dei tre pittori, protagonisti della scena artistica parigina, ognuno con una propria cifra stilistica e in particolari periodi di attività, esaltando i legami di amicizia, di sensibilità impressionistiche, di vicinanze e contraddizioni, che segnano loriginalità stessa dellesposizione. Mentre De Nittis percorre, negli anni 70 e nei primi anni 80 dellOttocento, una strada già intrapresa con forte originalità, Zandomeneneghi e Renoir vivono un rapporto che diventa sempre più confinante, sia in termini stilistici che nei contenuti delle rappresentazioni del mondo borghese al quale si ispirano. Per meglio indagare il rapporto artistico intercorso fra i tre pittori, il percorso della mostra barlettana si snoda in argomenti pittorici che rivelano le ricche suggestioni di una stagione che cambia lideologia sottesa alla visione culturale del mondo, della società, del vero. Si entra così nella prima sezione À la campagne, nella quale sfilano i paesaggi della mediterraneità dei tre artisti: Primavera e Campo di bighe di De Nittis assieme alle vedute fitte di vegetazione dai colori sfavillanti di Renoir e soleggiate di Zandomeneghi. Il paesaggio della campagna si anima successivamente di figure giovani, dalle bambine di Renoir che giocano infilando fiori nei cappelli, Le Chapeau épinglé (Cappelli estivi) (1894), alla Femme tenant un bouquet (Donna con bouquet) e a Idylle (I fidanzati) di Zandomeneghi. Periferie, parchi, giardini rivelano ormai una Parigi felice, fiorita e floreale, come in una perenne primavera che più che una stagione è un tempo dellanima. Il fiore dellepidermide, il velluto della carne è la seconda sezione dedicata al Nudo. Torna qui De Nittis con la perlacea e tenerissima Ondina a fronte delle carni morbide e luminose di Zandomeneghi, più vicino a Degas con Le tub (La tinozza), e con Dopo il bagno a Renoir. Fra tanti trionfi di momenti en plen air dei quali si nutrì la pittura dagli impressionisti in poi, regalandoci la vivezza della vita vissuta in un mondo luminescente di figure dai movimenti leggeri, quasi danzanti nellaria, i nudi di Renoir parlano di bellezze trionfanti nel turgore rosato dei seni, dei fianchi, delle gambe. Quelli di Zandomeneghi stanno nella delicatezza delle nudità svelate nel segreto delle stanze. E De Nittis, davanti alla modella entrata nello studio, nel 1876 scriveva nel suo Taccuino: «Senza alcuna incertezza prese la posizione eretta, come avrebbe fatto una del mestiere, poi il burnous scivolò; levò lentamente le braccia, con un gesto dun ritmo perfetto, congiunse le mani sul capo e inarcò i fianchi: i seni si protessero sul petto ampio. Rimasi abbagliato». La terza sezione della mostra parla di Parigi, il giorno, le notti, con opere dei tre grandi artisti. Si incontrano qui le ore del giorno riprese nei gesti spontanei de Il risveglio, Femme accoudée sur un fauteuil, Bavardage di Zandomeneghi; i denittisiani Bonne, Donna di colore, Busto di donna assieme ad incisioni dello stesso De Nittis e Renoir. Le serate della metropoli francese trascorrono Al caffè (1884), al Moulin de La Galette, nei riti del tè e negli spettacoli della notte fra le giovanissime ballerine in tutù di Zandomeneghi. Le donne di Renoir, di Zandomeneghi e di De Nittis si mostrano nella loro individualità di modelle e compagne (splendido il ritratto a pastello di Mathilde, una delle modelle preferite di Zandomeneghi) e nella loro tipologia umana e sociale (sempre di Zandomeneghi, La marchande de fleurs La fioraia di Montmartre). Patrocinata dal Presidente della Repubblica e dal ministero per i Beni culturali, promossa da enti e istituzioni locali, la Regione Puglia in testa, con il contributo di Cassa di Risparmio di Genova e Imperia e Banca Carige, la mostra sarà inaugurata il 31 marzo alle 12. Si potrà visitare tutti i giorni tranne il lunedì (ore 10-20); ricco il catalogo di Skira (infoline 199.151.123 e 080.522.20.14).
la Repubblica
8 Marzo 2007
✓ Entità verificate
Barletta capitale dellimpressionismo
TI
Titti Tummino
la Repubblica
Dal 31 marzo al 15 luglio, il Palazzo Della Marra a Barletta ospiterà la mostra "Zandomeneghi, De Nittis, Renoir. I pittori della felicità", che raccoglie opere di Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis e Pierre August Renoir. La mostra, curata da Emanuela Angiuli e Tulliola Sparagni, esplora il rapporto artistico tra i tre pittori, che condividevano sensibilità impressionistiche e amicizia. La mostra si snoda in tre sezioni: "À la campagne", "Periferie", "Pari", che esplorano i paesaggi, i nudi e la vita quotidiana di Parigi.
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