Lavori in appalto, entro l'estate il cantiere. Accanto alle biglietterie apriranno negozi, sportelli turistici e spazi culturali. Il sindaco: «C'è attenzione per la centralità dello scalo di Corno. Sull'unificazione con Chiasso prevalgono le perplessità» Tempo poco più di un anno e i passeggeri che scenderanno alla stazione San Giovanni si troveranno davanti negozi e servizi turistici, e persino un gigantesco pendolo di Foucault. La notizia della ristrutturazione arriva pochi giorni dopo quella del passaggio della linea ad alta velocità Alp transit da Conio. Tanto basta per far dire al sindaco Stefano Bruni che «la centralità di Como San Giovanni è ormai tema condiviso su cui abbiamo chiesto e ottenuto attenzione». «È previsto entro l'estate l'avvio dei lavori di restyling della stazione di Como», annuncia Centostazioni, l'azienda nata dalla partnership tra il Gruppo Ferrovie dello Stato (60) e Archimede 1 (40), cordata privata con capofila Save S.p.A. (Società Aeroporti di Venezia), e che ha per obiettivo quello di riqualificare e gestire 103 scali italiani con un investimento complessivo di 200 milioni di euro. A Como la spesa sarà di circa 1 milione di euro, cofinanziato da Centostazioni e Rete Ferroviaria Italiana (società del gruppo Ferrovie dello Stato). «Si intende recuperare la struttura architettonica originaria dell'edificio centrale - si legge nella nota che descrive il piano di intervento - frequentato ogni anno da circa 1,5 milioni di cittadini e passeggeri e razionalizzarne gli spazi interni, dotandoli di servizi utili per i clienti. Il progetto esecutivo, approvato dalla competente Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio - trattandosi di stazione sottocosta a vincolo dei Beni culturali - e dall'Amministrazione comunale di Como sta per andare in gara d'appalto per l'assegnazione dei lavori a una ditta esterna». Il cantiere durerà all'incirca un anno. Oltre al «restauro architettonico e alla manutenzione delle strutture», che coinvolgerà tutti gli edifici dall'ex scalo merci fino agli uffici postali, prevede alcuni interventi specifici. Innanzi tutto «l'inserimento di servizi di qualità e attività commerciali» ancora da definire, ma in ogni caso legati alle necessità di chi viaggia: «Valuteremo le proposte che ci arriveranno dai potenziali partner precisano da centostazioni -. A noi interessa rendere la stazione un polo attrezzato e multifunzionale dotato di attività commerciali e sportelli per i turisti». La vecchia stazione dovrà essere adeguata alle nuove leggi. Quindi si provvederà alla messa a norma degli impianti esistenti, nonché «all'abbattimento delle barriere architettoniche, alla realizzazione di percorsi tattili per non vedenti e al rinnovamento dei servizi igienici pubblici, al fine di rendere l'accesso in stazione agevole a tutti». Verranno anche progettati nuovi impianti elettrici, meccanici e idraulici, che saranno poi realizzati in un secondo momento. Sempre in un «fase successiva» è prevista «l'introduzione di ascensori di collegamento tra il sottopasso e i binari». Il progetto di Centostazioni conta di valorizzare anche le iniziative collaterali, che Como San Giovanni aveva già ospitato negli anni scorsi, ma sempre in maniera sporadica. «La stazione rinnovata, a disposizione di istituzioni, enti e associazioni cittadine per manifestazioni culturali, mostre ed eventi qualificanti per la città, potrà presto recuperare quel ruolo sociale che la caratterizzava in passato». Giusto sette giorni fa, in un convegno a Villa Gallia, era stato annunciato il passaggio da Como dell'Alp Transit, la linea ferroviaria ad alta velocità su cui la Svizzera sta investendo 20 milioni di euro, anche se, aveva precisato all'indomani il sindaco, «non sappiamo ancora quali treni si fermeranno a Lugano e poi direttamente a Milano». Certo è che il restyling della stazione di Corno è un motivo in più per fare in modo che i convogli internazionali facciano scalo anche qui, evitando di costringere i comaschi ad andarli a prendere a Chiasso. L'Alp Transit, in ogni caso, è un progetto a lunga scadenza (2018), così come il servizio ferroviario regionale Ticino-Lombardia (2011) che prevede la riabilitazione della stazione di Albate, con tanto di parcheggio da 400 posti. Imminente, invece, il restyling di San Giovanni. «La riqualificazione che finalmente si concretizza - commenta Bruni - è frutto degli ottimi rapporti che si sono sviluppati in questi ultimi anni tra Comune e Ferrovie dello Stato. La stazione unica? Rimane un progetto ambizioso su cui però prevalgono più le perplessità che i punti di forza dei soggetti coinvolti. Oggi godiamoci questo bel risultato per Corno».