Nel gigantesco complesso si prevedono anche le Sovrintendenze ai Beni culturali, il Villaggio Globale Dams e Accademia di Belle arti Almeno trentanni di dichiarazioni, mille progetti più volte annunciati, ipotesi, scadenze buttate là (l'ultima, nell'ottobre 2005, l'apertura a gennaio 2006 del «primo grande mercato equo e solidale d'Europa», che ancora non c'è). Ma per il complesso del Mattatoio, tra il Monte dei Cocci e il Tevere, il futuro è ancora in gran parte solo «disegnato». Un futuro, dunque, che riguarda sia i tempi di realizzazione, sia, conseguentemente (e d'obbligo) i verbi con cui coniugare i destini di un'area che, questo almeno pare certo, diventerà una «Città delle Arti» (dall'ottobre 2002 già ospita una sede del Museo di Arte Contemporanea di Roma, il Macro). Prudenza d'obbligo dunque, sui tempi, per realizzazioni che ormai neanche più la nota ufficiale del Comune di Roma (Assessorato urbanistica, politiche della programmazione e pianificazione del territorio) da per imminenti: «Allo stato attuale - si legge - alcuni cantieri sono aperti, alcune istituzioni (università, Macro, Scuola di musica) vi svolgono già delle attività, nuovi cantieri apriranno molto presto, per completare i lavori in un tempo ragionevole. Nel giro di pochi anni la Città delle Arti entrerà a pieno regime». «Molto presto», «tempo ragionevole», «giro di pochi anni»: pur nell'indeterminatezza dei tempi il Campidoglio ricorda comunque che il Mattatoio «ospita» (tempo presente): «l'università Roma Tre (16 mila metri quadrati), con la facoltà di Architettura, il Dams, il dipartimento e la biblioteca delle Arti; l'Accademia di Belle Arti, con laboratori e atelier, per 5.600 metri quadrati; l'Accademia di Danza; la Scuola di Musica di Testaccio». In realtà per ora c'è solo la facoltà (una parte) di Architettura, Dams e Arti arriveranno (così come arriverà, futuro, l'Accademia di Belle Arti). Sul futuro, e per quanto concerne il «piano della produzione artistica», il Comune annuncia inoltre che nell'area «verrà ospitato alla Pelanda dei Suini il Centro di Produzioni culturali (5.100 metri quadrati), affidato alla società pubblica Zone Attive». Infine, si legge ancora nella nota «l'offerta comprende Macro (2.300 metri quadrati), che si insedierà nei due grandi macelli in ingresso, mentre una libreria multimediale specializzata su temi artistici, della capacità di 15 mila volumi, sarà ospitata dagli altri due grandi Macelli». Per l'(ex) monumentale complesso, costruito tra il 1888 e il 1891 su progetto dell'architetto comunale Gioacchino Ersoch, esempio tra i migliori di sintesi tra razionalità paleo-industriale e stili allora in voga, oggi ancora in gran parte ridotto in pessime condizioni, il futuro prevede ancora, oltre al mercato equosolidale, «le Soprintendenze ai Beni culturali con alcuni laboratori di restauro, il Villaggio Globale, nonché altre associazioni culturali. Al centro del Mattatoio, il Foro Boario (spazio di circa 30 mila metri quadrati, che ospita al centro il Panottico) si presenterà come una nuova piazza pubblica aperta, mentre l'Acea sta predisponendo le infrastrutture a rete del complesso».
Mattatoio e Macro, il futuro è sulla carta
Il complesso del Mattatoio a Roma, che ospita diverse istituzioni culturali e universitarie, ha un futuro ancora incerto. Il Comune di Roma ha annunciato che il complesso diventerà una Città delle Arti, con la presenza di istituzioni come il Macro, l'Accademia di Belle Arti e la Scuola di Musica. Il piano di realizzazione prevede la costruzione di nuovi cantieri e la realizzazione di laboratori di restauro. Il complesso sarà anche ospitato da associazioni culturali e da una libreria multimediale. Il futuro prevede anche la realizzazione di un mercato equosolidale e di una nuova piazza pubblica, il Foro Boario.
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