Vincolo architettonico per tutto il centro storico di Urbino. La proposta è del soprintendente ai beni culturali delle Marche, Francesco Scoppola, lanciando così un chiaro segnale di voler salvaguardare l'arte e la storia di una città ammirata in tutto il mondo. La richiesta vale non solo per Urbino, entrata a far parte del patrimonio dell'umanità dell'Unesco, ma anche per la vasta area nella zona appenninica di Cagli, non lontana dalla città dei Montefeltro, gravemente minacciata dall'industria delle escavazioni. Nel primo caso la richiesta tende ad evitare che nella parte non vincolata di Urbino si possano eseguire interventi urbanistici difformi mentre «è tutto il contesto urbanistico ed architettonico, è l'insieme storico a contare, ad esigere un'attenzione specifica e informata a livello storico, tecnico e scientifico» come sottolineano Italia Nostra ed il Comitato per la bellezza. I presidenti di queste due associazioni, Desideria Pasolini dall'Onda e Vittorio Emiliani, hanno definito la decisione del sovrintendente «saggia e coraggiosa» perché con il «vincolo generale proposto sarà possibile conservare in modo integrale il nucleo storico salvaguardato finora dallo Stato, d'intesa con le amministrazioni comunali del tempo, con alcune leggi speciali». Italia Nostra e Comitato per la bellezza si augurano che «questa positiva intesa tra Comune e Sovrintendenza possa ripetersi nell'interesse generale della cultura». I due organismi avevano segnalato l'opportunità di un intervento sia al sovrintendente regionale Scoppola che a quello dei beni architettonici Liana Lippi alla luce di quanto accaduto per il «piano del colore» della città bocciato dal ministero col quale si pretendeva di fissare determinati colori per i palazzi cittadini.