Il bicarbonato di calcio e lo smog corrodono i begli ornamenti rinascimentali e barocchi la cui "musica" ispirò la famosa sinfonia di Respighi. Sono malate e per salvarle dal degrado del tempo e dalle offese dei venefici agenti atmosferici mancano i soldi. E' quindi un colpo di fortuna quello che è capitato alle vasche di granito egizio di piazza Farnese. A quasi quindici anni di distanza dall'ultimo intervento ecco che si prepara il prossimo restauro, annunciato ieri, proprio dalla piazza che vide al lavoro artisti e architetti del calibro di Antonio da Sangallo, Michelangelo Buonarroti, il Vignola e Giacomo Della Porta. A fare gli onori di casa il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli che ha parlato di «evento nazionale». Al suo fianco Laura Biagiotti, la sponsor del progetto che insieme alla multinazionale Procter and Gamble, da 50 anni con sede a Roma, ha stanziato 200mila euro per ripulire le due fontane dal materiale calcareo e vegetale. Data di inzio lavori: il 15 aprile, mentre la "consegna" è prevista per ottobre. «Ho deciso di finanziare il restauro perché potrebbe essere un'occasione di ricerca e di studio e perché la grande cultura italiana non è solo quella chiusa nei musei, ma anche e soprattutto quella all'aperto - ha spiegato la stilista accanto alla figlia Lavinia, suo braccio destro - Vivendo Roma tutti i giorni, spesso finiamo per dimenticarci del patrimonio di una città in cui la cultura rinascimentale ha tracciato un disegno urbano straordinario, a dimensione d'uomo, proprio come questa piazza con le sue due fontane». Una piazza che fu luogo di giochi, vita all'aperto, feste e divertimento in onore dei signori che vi abitavano. «Un luogo così magico che non si può non amare», come dice la Biagiotti non nuova a questi gesti generosi: la stilista ha già finanziato il restauro della Cordonata di Michelangelo in Campidoglio con i gruppi dei Dioscuri e delle fontane dei leoni, così come a Venezia contribuì alla ricostruzione del teatro della Fenice. «La moda è come un mandala - ha detto ancora la "regina del cachemire", come è stata definita dal New York Times - E' qualcosa di effimero e caduco, che però segna la vita di una persona, la fa crescere artisticamente e professionalmente. Ed è bello restituire un po' della nostra fama e del nostro successo a questa città, al luogo dove il mio cammino ha preso inizio». Presenti all'annuncio del progetto l'assessore alla Cultura Silvio Di Francia e la vicesindaco Maria Pia Garavaglia. L'operazione di salvaguardia della piazza è per Di Francia frutto di «un grande amore per la Capitale che mette insieme amministrazione comunale e il ministero per i Beni Culturali», mentre per la Garavaglia rientra nella politica di una città «che vive nel bello che possiede, una bellezza che continua a tramandare alle generazioni future».