Progetto dell'amministrazione comunale per attirare i turisti Recupero e valorizzazione dei beni culturali. Prosegue l'operazione «Salvataggio dei gioielli puntesi», avviata dall'amministrazione comunale, guidata da Andrea Messina, nell'ambito del progetto di riqualificazione del centro storico. «Vanno tutelate e rivalutate le nostre radici - ha detto Messina, presentando il progetto - partendo dalla sistemazione degli edifici che hanno ospitato o dato i natali a nostri illustri antenati, come lo scienziato-vulcanologo del '700 Giuseppe Recupero, i servi di Dio padre Gabriele Allegra e Lucia Mangano». Ma cosa rimane oggi del Palazzetto del '700 della famiglia Recupero, ubicato nell'odierna via Roma? Al piano terra, occupato dalla parrocchia, sono ancora intatti i portali in pietra lavica. In passato, venne avanzata la proposta di prendere in affitto il piano nobile del palazzetto per adibirlo a biblioteca comunale d'accordo con la proprietaria. Purtroppo, non se ne fece nulla. C'è anche una piazza, purtroppo «invisibile», dedicata a Giuseppe Recupero e un busto in piazza Raddusa. Ma vi sono altri edifici che vanno rivalutati. Come il palazzo della famiglia del protomedico Antonino Di Giacomo, meglio conosciuto come la «Casa di Bellini», in quanto ospitava, durante l'estate, il giovane Vincenzo che sovente si affacciava dal balcone - secondo quanto raccontato in alcuni testi sulla vita del Cigno catanese - per dirigere un'orchestra che esisteva solo nella sua fantasia. E ancora, la villa «Famiglia Mongada-Valsavoia», attigua alla villa «Patriarca - Condorelli», dove, ospite del fratello, Giovanni Verga scrisse la novella «Nedda». Il progetto dell'amministrazione consiste nella creazione di un itinerario guidato per i turisti. I primi interventi sono già ben visibili: il lastricato in pietra lavica che completa il perimetro della nuova piazza e l'artistica illuminazione in via Roma. C. D. M.