È quanto il ministero per i Beni e le Attività Culturali auspica di realizzare entro breve tempo dopo il recupero, da parte del Gruppo tutela patrimonio archeologico della Guardia di Finanza, di alcuni elementi decorativi marmorei di un mausoleo principesco avvenuto nella zona di Fiano Romano a gennaio. Il censimento servirà a monitorare il territorio che fu abitato dai Sabini sulla riva sinistra del Tevere. Si tratta di undici lastre marmoree di grandi dimensioni che fanno parte del proscenio decorativo di un importante sepolcro di epoca repubblican, che erano state prelevate da archeologi clandestini per essere messe in commercio. La zona è infatti veramente ricca di antiche strutture funerarie a testimonianza della dedizione delle popolazioni oriunde al culto dei morti. Il più noto è certamente quello di Lucus Feronia dedicato della dea Feronia, venerata da Vacone ad Eretum, da Cures a Trebula Mutuesca fino alla lontana Cliternia nel Cicolano. Due anni fa la British school riportò alla luce i resti di un grande sepolcro a Forum Novum presso Torri; due reperti di valore sono ai piedi di Monte Calvo, c'è la Grotta dei Massacci, i tre Torracci, mentre a Poggio Nativo, in località Le Selve, è stata riportata alla luce la Tomba dei Terenzi (I secolo dopo Cristo), struttura sepolcrale appartenente ad una famiglia di liberti. In uno studio pubblicato sul Bollettino della Soprintendenza ai Beni Archeologici dell'Etruria e del Lazio sui monumenti funerari sabini risalenti all'epoca romana nella regione sabina si afferma che il gruppo rinvenuto a Mompeo, risulta essere di notevole interesse, sia per le dimensioni che per lo stato di conservazione.
LAZIO. Una mappa dei siti sepolcrali dell'ager Sabinus.
Il ministero per i Beni e le Attività Culturali auspica il recupero di undici lastre marmoree di grandi dimensioni da un mausoleo principesco a Fiano Romano. Le lastre erano state prelevate da archeologi clandestini e messe in commercio. La zona è ricca di antiche strutture funerarie, tra cui il sepolcro di Lucus Feronia. Il recupero delle lastre servirà a monitorare il territorio abitato dai Sabini sulla riva sinistra del Tevere. Il censimento servirà a preservare il patrimonio archeologico della zona. Il gruppo rinvenuto a Mompeo è di notevole interesse per le sue dimensioni e lo stato di conservazione.
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