Pagina V - Palermo LA POLEMICA Tolti i ponteggi dalla dimora dei Bordonaro, affiorano finestre spoglie e una facciata senza intonaco Se si fosse trattato di una villa barocca della Piana dei colli o di un palazzo nobiliare del centro storico da soppalcare, sicuramente avrebbe già ricevuto i sigilli dei Nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale. Ma dato che ledificio in questione è Palazzo Bordonaro, una dimora nobiliare che si trova in piazza Pretoria, dirimpetto al municipio, con un prospetto sul Cassaro, un altro su via Toledo e uno spigolo sui Quattro Canti, dal 2000 affidata a un restauro per il quale si è già speso un milione e 400 mila euro, ci si può permettere il lusso di smantellare le impalcature, restituendo alla città uno dei primi restauri a metà. La decisione - ha fatto sapere il Comune a Repubblica - è stata assunta perché è necessario aggiornare il progetto, in quanto sono trascorsi tre anni dalla data di apertura del cantiere. La normativa, infatti, prevede che il privato che porta avanti lintervento adegui gli elaborati alle nuove leggi che nel frattempo sono entrate in vigore, poiché si tratta di unopera di ristrutturazione che ha beneficiato di contributi pubblici. Gli uffici comunali hanno presentato la variante allAzienda sanitaria locale, che adesso dovrà esprimere il proprio parere. Nellattesa, per motivi di sicurezza e incolumità pubblica, la polizia municipale ha chiesto allimpresa incaricata di smontare limpalcatura, che sarà rimontata non appena potranno riprendere i lavori. Intanto il restauro incompiuto sta scioccando turisti e palermitani che si trovano in questi giorni a passare sotto i suoi balconi in piazza Pretoria. Senza più i teloni che prima ne nascondevano la facciata adesso in bella mostra, sul palazzo si notano finestre senza balconi e infissi, una facciata senza nemmeno una tinta dintonaco, con colonne dacqua piovana di un arancione che non se ne vedono più nemmeno cercandole tra le case abusive delle campagne siciliane. Il vero dramma è dover constatare leffetto devastante che può avere un restauro incompiuto su un palazzo nobiliare del centro storico prospiciente uno dei più importanti e storici salotti della città: piazza Pretoria. Una piazza che comprende la casa comunale, Palazzo Buonocore, le chiese di San Giuseppe dei Teatini e di Santa Caterina, nonché la fontana del Camilliani al centro. Un palazzo che ha due fronti su due assi storici del Cassaro e di via Toledo, i primi interventi urbanistici dEuropa. Uno spigolo del palazzo regge uno dei Quattro Canti di campagna, progettati da Giulio Lasso e terminati da Mariano Smiriglio, langolo è quello dellInverno. È anche il palazzo da dove le monache di Santa Caterina, attraverso un sottopassaggio ricavato sotto la fontana, raggiungevano le finestre dellultimo piano del palazzo per affacciarsi dalle gelosie in ferro per scorgere i familiari che seguivano il carro di Santa Rosalia. Un bel biglietto da visita, non cè che dire, per una città che è riuscita a mettere sotto gli occhi del jet-set di mezzo mondo il "meglio" che Palermo può raggiungere in materia di restauro. Il pubblico che verrà ad ammirare questa strana scuola di pensiero sul restauro in Sicilia non mancherà, visto che ormai ci si avvia velocemente verso la nuova stagione turistica, e i visitatori che fotograferanno questo esempio di restauro saranno migliaia. Ovviamente ciò sembra non sembra scalfire più di tanto i consiglieri del palazzo di fronte. Come sembra non impressioni più di tanto la Soprintendenza ai Beni culturali, che per molto meno è stata capace di bloccare ben altri interventi. Una domanda, a questo punto, è dobbligo. Se queste sono le operazioni di restauro del centro storico, che fine hanno fatto tutti i discorsi, i convegni, i buoni propositi del Piano particolareggiato, le prescrizioni esecutive del Piano regolatore generale "conservativo", le raccomandazioni del Piano del colore regionale o di quello di recupero delle facciate di via Maqueda, le raccomandazioni dellUfficio del centro storico sui materiali, sugli interventi e sul decoro dei cantieri? Dopo i restaurati Quattro Canti e la fontana del Camilliani, si stava un po tutti col fiato sospeso in attesa di sapere cosa celassero quei teloni che da anni erano appesi al palazzo. Ci si immaginava di tutto, ma non che - nel giorno in cui gli operai, smontate le impalcature, tolti i teli e riaperto di nuovo il sipario sul Teatro del Sole - lo spettacolo che avrebbero restituito alla città sarebbe stato unennesima replica della "piazza della vergogna". Un appellativo meritatamente riguadagnato. Non certo per i nudi adamitici fiorentini che ornano la fontana del Camilliani ma per via del primo esempio di restauro incompiuto di un palazzo del centro storico: quello dei Bordonaro. Un restauro che chissà per quanto tempo a venire contribuirà a umiliare questa storica e monumentale piazza seicentesca.
PALERMO Quel restauro lasciato a metà è ancora "piazza della vergogna"
Il Comune di Palermo ha deciso di smontare le impalcature del restauro del Palazzo Bordonaro, una dimora nobiliare in piazza Pretoria, a causa di un problema di normativa. Il progetto di restauro, che ha richiesto un milione e 400 mila euro, è stato sospeso per tre anni e non è stato aggiornato alle nuove leggi. La polizia municipale ha chiesto all'impresa incaricata di smontare le impalcature, che saranno rimontate non appena potranno riprendere i lavori. Il restauro incompiuto sta scioccando turisti e palermitani, che si trovano a passare sotto i balconi del palazzo.
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