Una corsa disperata per cercare di salvare le rassegne in programma Anche un tendone per provare a sopravvivere bruschini Il consigliere delegato: "Le manifestazioni si terranno secondo il calendario che è stato fissato" no comment Come si è potuti arrivare fino a questo punto? Biagi tace Bramerini prova a giustificarsi -------------------------------------------------------------------------------- La parola dordine è mostre demergenza in spazi demergenza. Salvare tutto per evitare il collasso definitivo. Salvare «Danza in Fiera» a costo di costruire, sempreché la soprintendenza dia lokay, un tendone tra un padiglione e laltro. E salvare pure la mostra dellartigianato in calendario dal 14 al 22 aprile a costo di spostare tutto, se il Tribunale del riesame confermerà i sequestri, negli spazi ancora disponibili. Firenze Fiera reagisce come può al mancato dissequestro. E se larchitetto Francesco Guerrieri, tra solo un paio di settimane, sarà in grado di dire quali dei padiglioni messi sotto sequestro sarà possibile adeguare e quali, invece, si dovrà magari buttare giù e demolire, la Spa della Fortezza prova a sopravvivere al giorno per giorno. Comè stato possibile arrivare a questo punto? A progettare demolizioni quando fino al giorno prima si teorizzavano strategie ed alleanze? «No comment», si limita a dire lassessore allurbanistica del Comune Gianni Biagi di fronte al no pronunciato dalla magistratura alla sua linea delle autorizzazioni temporanee. «Faremo a giorni un vertice con la Spa, il Comune, la soprintendenza e lagenzia del demanio per individuare le soluzioni», annuncia lassessore regionale al commercio Annarita Bramerini. Forse sarebbe stato meglio convocarlo un po prima? «Sono stata informata un anno fa delle irregolarità della Fortezza e da quel momento abbiamo cercato di correre ai ripari», si difende. Ma è ormai chiaro che la soluzione non arriverà dal vertice convocato da Bramerini. «Le manifestazioni in programma si terranno secondo il calendario fissato con soluzioni alternative», dice il consigliere delegato di Firenze Fiera Alberto Bruschini. Utilizzando cioè, dove possibile, i padiglioni non sequestrati, dal momento che dei 55mila quadrati di cui dispone la Fortezza, secondo il calcoli della Spa, solo 15mila sono stati chiusi dalla magistratura. Possibile? Gli organizzatori sono daccordo? «Ne abbiamo già discusso insieme, è chiaro che dovranno rimodulare lesposizione in spazi diversi da quelli originariamente previsti», dicono dalla Fortezza. Nel padiglione Spadolini, ma anche nella sala della Scherma o nel Teatrino lorenese. Confartigianato però continua a suonare lallarme: «La mostra dellartigianato è sempre più a rischio», dice il presidente di Confartigianato Imprese Firenze Antonio Catanese. «E irresponsabile attendere passivamente lesito della decisione del Tribunale del riesame sulla richiesta di dissequestro - aggiunge Catanese - ribadiamo il nostro dissenso a gran parte delloperato di Firenze Fiera». Mentre Bruschini e il presidente Roberto Negrini tentano di salvare il salvabile, a Palazzo Vecchio però si fa ormai chiara la strada da seguire. Il no al dissequestro di ieri ha ribadito che la magistratura ritiene illegittime la autorizzazioni temporanee alle quali si è ricorsi per tenere aperto il «Salone del mobile». Per sanare gli abusi edilizi, ha fatto intendere la magistratura, non cè che una via: il rilascio di una concessione edilizia e i lavori di adeguamento. Nei casi più disperati, la vera e propria demolizione degli edifici o delle parti di edificio giudicate irregolari. Il Comune può rilasciare la concessione edilizia perché «i manufatti della Fortezza sono comunque conformi al piano regolatore», dice il dirigente dellurbanistica del Comune Maurizio Talocchini. Ma può rilasciarla solo in presenza di un piano di riassetto generale della Fortezza: un piano di riordino che dica cosa si deve fare, padiglione per padiglione, per eliminare gli abusi edilizi e ricondurre tutti gli spazi espositivi alla legalità. Un piano che, per diventare efficace, deve essere approvato dal consiglio comunale. Solo dopo il voto lassessore allurbanistica Biagi potrà rilasciare, non le autorizzazioni temporanee appena confermate illegittime dalla magistratura, ma le concessioni edilizie vere e proprie in grado di sanare in via definitiva gli abusi rilevati. Tra quanto tempo? «Roba di alcuni mesi» è la risposta di Palazzo Vecchio. Incaricato dalla Spa delle mostre, larchitetto Gurrieri sta già abbozzando il piando di riassetto. Forse sarà pronto tra una ventina di giorni, ipotizza Firenze Fiera. Ma non sarà ancora il piano definitivo: lidea iniziale era quella di lanciare un concorso internazionale, di far firmare il riassetto della Fortezza da un nome noto dellarchitettura. Ma i tempi adesso sono più stretti del previsto. E soprattutto più incerti: prima di fare ogni passo Firenze Fiera vuole aspettare lesito del Tribunale del riesame, al quale ricorrerà per chiedere il dissequestro dei padiglioni. Se la risposta fosse negativa, se gli immobili restassero cioè sigillati, il piano di riassetto dovrà inevitabilmente proporre soluzioni radicali per ristabilire la legalità edilizia. In caso contrario, la Spa potrà tirare un sospiro di sollievo.
FIRENZE. Soluzioni di emergenza per la Fortezza in tilt
La Fortezza di Firenze è stata messa sotto sequestro dalla magistratura per gli abusi edilizi. La Spa della Fortezza, che gestisce le mostre e le manifestazioni, cerca di salvare le rassegne in programma. Il consigliere delegato di Firenze Fiera, Alberto Bruschini, ha affermato che le manifestazioni si terranno secondo il calendario fissato, utilizzando i padiglioni non sequestrati. La mostra dellartigianato, prevista dal 14 al 22 aprile, è a rischio. La magistratura ha deciso di non dissequestro dei padiglioni, ma ha fatto intendere che la soluzione è il rilascio di una concessione edilizia e i lavori di adeguamento.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo