Pozzuoli. Boom di turisti alla festa dell'arte. In due giorni oltre 5mila visitatori tra Pozzuoli, Bacoli e Cuma. File lunghissime, migliaia di prenotazioni. Il progetto dell'assessorato al Turismo della Regione Campania è riuscito. Aprire i monumenti, ma soprattutto i cantieri dell'archeologia dove stanno per rinascere tesori inestimabili è stata un'idea vincente. Al Rione Terra, durante il weekend, ci sono state oltre 2500 prenotazioni, ma solo 1600 visitatori sono entrati. Di più non si poteva. Questioni di tempo. La rocca tufacea, simbolo della terra ardente, è stata la più frequentata. «Siamo riusciti ad entrare dopo due ore di attesa. Stanchi, ma felici di aver visto un tesoro inestimabile», dice Emily Kranspeaur, inglese in vacanza a Pozzuoli da una settimana per godersi la festa dell'arte, che ha aperto 43 cantieri e monumenti. File lunghissime si sono registrate ovunque, anche all'acropoli di Cuma, che nella sua città bassa ha un altro cantiere aperto dalla Sovrintendenza. Resta invece un gioiello, chiuso a chiave, il parco archeologico che attraversa Arco Felice e arriva fino a via Campana. Chilometri di monumenti funerari e strade in basolato, una sorta di città dei morti rimasta immutata nel tempo che spunta nel cuore di Pozzuoli. Ma nessuno la può vedere. Il parco archeologico, scavato con i fondi Fers, è aperto solo in casi eccezionali, come quello appunto della festa dell'arte. Pochi sanno della sua esistenza, eppure è il più vasto sito archeologico dei Campi Flegrei, più ampio del rione Terra. Una sorta di piccola Pompei, nota a pochissimi che la sovrintendenza ai Beni Archeologici non riesce aprire per mancanza di personale per la sorveglianza. Tant'è che talvolta diventa rifugio di tossicomani ed extracomunitari senza permesso di soggiorno. «Dal 2006 - dice Franco Mancusi, amministratore dell'azienda di Cura e soggiorno di Pozzuoli - nella zona flegrea i turisti sono aumentati del 44 per cento. Parliamo però di un turismo di transito». Per invertire questo dato molto c'è da fare. Intanto la Regione organizza eventi, come quelli previsti quest'estate che prevedono due opere liriche, in anteprima, nelle Terme Romane di Baia e manifestazioni cult di musica e danza. «Nei Campi Flegrei c'è ancora molto da lavorare per permettere ai turisti di restarci più a lungo», conclude Mancusi. Quello che è certo per adesso è che il pubblico risponde. Sono stati centinaia gli stranieri giunti a Pozzuoli e Bacoli per visitare i monumenti. Il vero disagio di questa festa dell'arte sono state le file, ovunque lunghissime. Chi è entrato nei cantieri è rimasto meravigliato. «Tornerò in questa zona. È come immutata. C'è ancora l'atmosfera della residenza estiva dell'antica Roma - continua la turista inglese - Baia e Pozzuoli sono un incanto». L'unico disagio è stato il traffico che ha bloccato il centro storico e ha provocato disagi alle manifestazioni previste nelle piazze della città. La quinta edizione della festa dell'arte però si chiude con il tutto esaurito. E con incassi da capogiro per ristoratori e commercianti che hanno accolto migliaia di visitatori, pronti al loro viaggio nell'arte