Guide turistiche romane sul piede di guerra. C'è qualcosa che proprio non va giù ai circa 1500 addetti che ogni giorno zigzagano per i vicoli della Capitale seguiti da un codazzo di visitatori inglesi, russi o giapponesi. È il ddl del ministro Pierluigi Bersani che ha liberalizzato l'accesso alla professione. Le guide di tutta Italia avevano indetto per il 27 febbraio una manifestazione davanti Montecitorio, ma la crisi di governo le ha costrette al rinvio. Resta il malumore diffuso contro la decisione di eliminare, per alcune categorie, l'obbligo di esame per ottenere il patentino. Obiettivo degli strali storici dell'arte e archeologi che, stando al ddl, potran trovare sbocchi lavorativi subito dopo la laurea senza attendere i tempi biblici dei concorsi. «Finora non potevamo fare quello per cui abbiamo studiato - si difende Valeria Franco, giovane laureata in Conservazione dei beni culturali -. Era come se a un medico fosse vietato fare un'iniezione perché non aveva la qualifica di infermiere. Un paradosso che ci ha costretto a fare gli abusivi e a rischiare multe salate». «La proposta di Bersani rischia proprio di aggravare l'abusivismo che nella Capitale arriva all'80 - ribatte Amedeo Meniconi, segretario generale per Roma e Lazio del sindacato Fisascat-Cisl che raggruppa le guide turistiche -. Questo mestiere non può essere improvvisato. Non tutti i laureati in arte sono preparati su un determinato territorio o su come organizzare una visita. E come faranno, senza un esame, a dimostrare di sapere le lingue straniere?». Il problema reale, secondo Maniconi, è che i risultati positivi del turismo capitolino fanno gola a molti. «Siamo d'accordo anche noi che 1500 guide a Roma e in provincia sono poche - aggiunge -. Avevamo chiesto un nuovo concorso che doveva svolgersi in questo periodo, ma il ddl Bersani ha bloccato tutto». «Non vogliamo rubare il lavoro a nessuno - risponde Rita Borioni, presidente dell'Anastar (Associazione nazionale storici dell'arte) -. Non abbiamo intenzione di sostituirci alle classiche guide "a destra il Colosseo, a sinistra la Dormis Aurea". Non chiediamo un albo né un patentino: vogliamo solo che ci sia riconosciuta una competenza che coi nostri studi ci siamo meritati». Il target, aggiunge la Borioni, è del tutto diverso; «Noi possiamo accontentare la crescente domanda di turismo culturale specializzato». E per l'esame di lingua? «Lo faremo, non c'è alcun problema». La diffìcile soluzione del problema passa ora alla Regione. Entro la fine di aprile, la Giunta Marrazzo dovrà varare un regolamento per rendere effettivo il ddl Bersani.