Insediato il nuovo Consiglio superiore per i Beni culturali e ufficializzata la presidenza del professore Salvatore Settis il ministro Francesco Rutelli deve affrontare adesso un problema di conflitto di interessi. Che sembra essere sorto proprio in seno al parlamentino di via del Collegio romano. Di che si tratta? Del fatto che tra i nominati o rinominati nel Consiglio superiore dei Beni culturali vi sono persone che siedono ininterrottamente da oltre vent'anni nei vari comitati. E che hanno rapporti professionali, di consulenza con il ministero o che partecipano ad iniziative finanziate totalmente o in parte da via del Collegio romano. Una situazione che in futuro potrebbe generare contenziosi o ricorsi. Un decreto del presidente della Repubblica stabilisce che i componenti di questi organismi «non possono essere titolari di rapporti di collaborazione professionale con il Ministero; né essere presidenti o membri del Consiglio di amministrazione di istituzioni o enti destinatali di contributi o altre forme di finanziamento da parte del Ministero. Né assumere incarichi professionali in progetti o iniziative il cui finanziamento, anche parziale, è soggetto a parere del Consiglio superiore». Difficile essere immuni da qualche piccolo conflitto di interesse dunque. Soprattutto se, come nel caso per esempio dì Paolo Rocchi - «l'Andreotti dei beni culturali» viene chiamato per la sua longevità politica in via del Collegio romano - si hanno rapporti professionali da anni con gran parte delle soprintendenze italiane. Diverso il caso dell'architetto Paolo Portoghesi, appena nominato nel comitato tecnico scientifico per l'Architettura e l'Arte contemporanea. Portoghesi è l'autore del progetto che dovrebbe trasformare in albergo la scuola ebraica del lungotevere Sanzio a Roma. La soprintendenza dei beni architettonici di Roma ha demandato il comitato tecnico scientifico nazionale a prendere la decisione. Comitato dove siede Portoghesi, che si troverebbe dunque a decidere su un caso che lo riguarda.