Un tempo fiore allocchiello della siderurgia pubblica e oggi pubblico balletto di poltrone sotto gli ombrelloni, larea vuota di Bagnoli è la perfetta metafora della transizione al postmoderno. Chi ha avuto il privilegio di assistere allo spettacolo delle colate continue e alla danza computerizzata dei nastri di laminazione, ne ha ricavato impressioni indelebili e può meglio apprezzare il malinconico messaggio su La dismissione dErmanno Rea. Ma che almeno la memoria del lavoro e di un momento significativo della storia economica e civile della città andasse salvaguardata, fu allinizio del dibattito sul destino di Bagnoli opinione comune e condivisa, se è vero che sedici monumenti industriali, fra architetture e macchine, cui si aggiunse un pontile a mare, furono esclusi dalle demolizioni e sono ancora in piedi a testimoniare limpegno preso. Per la cronaca elenchiamo lApplevage dei fossili, la Candela e la Torre del Coke, la Cokeria, la Ciminiera dellagglomerazione, il Carroponte Moxey, un Altoforno da ghisa, i Cowpers e la Candela dellaltoforno, la Gabbia delle bramme, lOfficina Meccanica, la Centrale Termoelettrica, la Palazzina Telex, la Palazzina Uffici, lImpianto Trattamento Acque e ledificio metallico dellAcciaieria. Sulla base di una proposta avanzata nel 1990 dallAssociazione napoletana per lArcheologia Industriale e successivamente concretizzata da un ristretto comitato di esperti e dalla Soprintendenza, le strutture selezionate furono vincolate come riferimento di valori e sulla base di una logica di percorso, che avrebbe dovuto testimoniare ai futuri cultori del tempo libero il ciclo di lavorazione completo dellimpianto dismesso. Il tutto recepito nelle proposte comunali sulla riconversione urbana dellarea. È necessario richiamare questo momento significativo del dibattito culturale su Bagnoli perché si ha netta limpressione, dopo anni di attesa e di vuote polemiche, che la costituzione di una sorta di museo-open della memoria rischi ormai di essere dimenticata. Dalla Beauty Farm nella Porta del Parco al Museo del lavoro nellacciaieria, dalla demolizione del pontile al contestato porto canale, dallarea turistico alberghiera alle più stravaganti proposte architettoniche e ambientali, le notizie di stampa su Bagnoli ci appaiono allarmate e contraddittorie, a riprova che la confusione regna sovrana nelle stanze della politica e che tutto è ancora possibile, dalle sale Bingo al safari metropolitano, purché in linea con la modernità post-industriale e con qualche eccezione. Ma quello che oggi ci preme sottolineare non è tanto il discorso sul monumento, quanto il pericolo per una città senza lavoro e dai mali endemici di un salto temerario nel vuoto delledonismo gratuito e senza ritorno. È questa, per finire, unera di transizione con curiose sovrapposizioni fra antico e nuovo. Dove il minorenne aggressivo, educato dalle reti commerciali, è un prodotto della modernità e la sua rieducazione, a carico dei contribuenti, una scoria dellera del lavoro. Fra le tante, rissose proposte per la futura Bagnoli, eccone dunque unaltra provocatoria e interessata: fra terme, casinò, ombrelloni, ricchi premi e cotillons dei Tempi Postmoderni, perché non ripristiniamo anche un po di quel sano e onesto lavoro dei nostri padri, cui tanto velocemente abbiamo rinunciato, e invitiamo i giovanotti del tempo libero a familiarizzare con il Cipputi in tuta blu delle vignette di Altan? Se la nostra non è più una Repubblica del lavoro, sarà bene prenderne atto e scalare rapidamente le spese.
BAGNOLIFUTURA. Il parco della memoria
Larea di Bagnoli a Napoli è stata un tempo un'area industriale attiva, ma oggi è una zona vuota e deserta. Il testo descrive la transizione della città da un'epoca di prosperità industriale a una di declino e di postmodernità. Il testo menziona la demolizione di alcuni monumenti industriali, ma anche la salvaguardia di altri, che sono stati vincolati come riferimento di valori e testimonianza del ciclo di lavorazione completo dell'impianto dismesso. Il testo critica la mancanza di un piano di riconversione urbana dell'area e la priorità data alla creazione di attrazioni turistiche e commerciali, come terme, casinò e ombrelloni, piuttosto che al recupero del lavoro e della memoria industriale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo