Da Albenga a Portovenere la mappa dei luoghi passati dal demanio militare a quello civile. La soprintendenza: "Vigileremo" Tredici siti di pregio sul mercato. Gli esperti: attenti alle speculazioni Lottocentesco fortilizio Pianelloni a Lerici, destinato a centro culturale, lex forte Pezzino Alto a Portovenere le garanzie Rossini: "Prima di autorizzare eventuali vendite, verificheremo linteresse pubblico Possiamo bloccare tutto" Tra i luoghi più appetiti anche la caserma Turinetto a Albenga, per cui cera il progetto di realizzare una scuola -------------------------------------------------------------------------------- «Sono bocconcini appetitosi, per le bocche affamate di speculazione: dobbiamo stare in guardia». Arturo Fortunati, responsabile ligure dei Vas (Verdi, ambiente, società), descrive così una parte del patrimonio del Demanio militare che passerà a quello civile, diventando disponibile allalienazione. Il decreto di trasferimento, attuativo della Finanziaria 2007, è stato firmato il 28 febbraio e il passaggio dovrà avvenire entro il 30 giugno. E questa è solo la prima, di quattro tranche di trasmissione, e contiene tredici strutture in tutta la Liguria: caserme, forti, basi logistiche, anche unex base Nato. E soprattutto nello spezzino, che si concentrano gli edifici ex militari più affascinanti e "appetibili": lottocentesco forte Pianelloni a Lerici, per cui esiste già un progetto di riconversione a centro culturale, e lex forte Pezzino Alto a Portovenere. Il ministero della Difesa, con il sottosegretario ligure Lorenzo Forcieri, ha già attivato un tavolo tecnico per la Liguria, in cui siedono la Regione, che ha ruolo di coordinamento, le amministrazioni provinciali di Spezia, comunali di Lerici e Portovenere e stanno per entrare lAutorità portuale di Spezia e la Camera di commercio. Perché, Forcieri lo indica con forza: «Ci rivolgiamo al pubblico perché acquisisca questi beni, proprio per scongiurare qualsiasi operazione puramente economica su di essi». «Il problema è semplice - attacca Fortunati - cosa possono fare i comuni? Stanno cartolarizzando per fare cassa e non credo saranno in grado di accollarsi le spese legate a un nuovo patrimonio: il fianco è completamente scoperto a progetti speculatori». Dello stesso parere, Federico Valerio, Italia Nostra Liguria: «Temiamo che siano proprio i comuni - spiega - a fare scelte dettate dal bisogno, e svendere un patrimonio prezioso». Ci sono siti di pregio anche nel Ponente, contenuti nel decreto, come la caserma Turinetto di Albenga (per cui esiste un progetto di trasformazione in polo scolastico), o Genova (il forte Castellaccio). In tutto questo, ruolo chiave ha la Soprintendenza per i Beni architettonici della Liguria, presieduta da Giorgio Rossini, che mette in evidenza: «Il patrimonio che passa dal Demanio militare a quello civile può essere alienato, ma sotto il nostro stretto controllo. Anche se ledificio in questione non fosse sottoposto a vincolo - e nellelenco del ministero della Difesa le strutture pregiate sono già tutte vincolate - verificheremmo linteresse, prima di autorizzare uneventuale vendita. E quindi potremmo bloccarla». La Regione, con lassessore allUrbanistica Carlo Ruggeri, promette di fare diga: «Siamo subito entrati nel tavolo tecnico, per orchestrare le dismissioni su tutto il territorio regionale, per pensarle armonicamente, là dove il valore è alto, nel segno della valorizzazione, favorendo i progetti degli enti locali». Nel decreto in questione, non a caso, sono stati inseriti beni su cui gli enti locali hanno dimostrato precisi interessi: «E chiaro che stiamo cercando di favorire la destinazione pubblica di questi edifici - spiega Forcieri - certo, gli enti locali dovranno ovviamente "pagare" questi luoghi, ma ricorrendo alla "permuta"». In cambio di un forte, ad esempio, il Comune interessato potrebbe risarcire la Difesa concedendo luso di banchine, o fornendo alloggi per i militari. Nessuna speculazione, mette in chiaro Forcieri: «Questi edifici sono stati conservati finora - spiega - ciò deve essere mantenuto e valorizzato, con la supervisione della Regione: perché il venir meno del vincolo del ministero della Difesa non renda "indifesi" questi luoghi agli attacchi speculativi».