Critiche alla spesa di 45 mln stanziati nel 2004 per il portale. Categorie divise su come utilizzarlo. Parte solo ora il coordinamento nazionale per i contenuti Troppo poco per 45 milioni di euro. Così gli utenti di internet hanno reagito alla presentazione ufficiale del portale Italia.it, avvenuta alla Bit da parte del vice premier Francesco Rutelli. Nei giorni scorsi i weblog sono stati invasi da una valanga di commenti, all'insegna dell'arrabbiatura o del sarcasmo. Una litania di lamentele che, volendo riassumere in poche parole, suonano così: si poteva fare molto meglio perché questo portale, com'è impostato, è già obsoleto, con criteri di navigazione superati e contenuti che non rispecchiano la realtà dei luoghi. Qualcuno segnala errori nei nomi dei monumenti, altri traduzioni sbagliate nelle lingue straniere. Insomma, così proprio non va. Il progetto, nato tre anni fa per iniziativa dell'allora ministro dell'innovazione, Lucio Stanca, e poi continuato dall'attuale governo, è stato affidato a Innovazione Italia, il braccio operativo del ministero. Dei 45 milioni di euro stanziati nel 2004 dal Comitato dei ministri per la società dell'informazione, 20 dovevano essere impiegati per lo sviluppo della piattaforma tecnologica, la traduzione in otto lingue e i successivi aggiornamenti. Gli altri 25 milioni riguardano i contenuti: di questi, 21 milioni sono destinati alle regioni e 4 sono stati impiegati per una prima griglia di contenuti di interesse nazionale. In realtà, dei 20 milioni iniziali, finora ne sono stati assegnati soltanto 7,85: si tratta dei fondi ottenuti dal raggruppamento temporaneo di imprese formato da Ibm, Tiscover Italia e Its informatica. Ma, come ha spiegato ieri Guido Improta, vicecapo di gabinetto del ministero per i beni culturali, nel corso di un convegno della Margherita svoltosi a Roma, a oggi, per la parte infrastrutturale, sono stati allocati, e non ancora erogati, solo 7 milioni di euro'. Restano, quindi, altri 13 milioni da spendere. Tra i diretti interessati, bocche cucite in casa Ibm. Chi non ha remore a parlare, invece, è Konrad Plankensteiner, amministratore delegato dell'austriaca Tiscover (con filiale italiana a Trento) che, raggiunto telefonicamente da ItaliaOggi a Innsbruck, sottolinea che l'importo comprende diversi elementi: l'infrastruttura, il software, i sistemi di back office, i primi contenuti (alcuni comprati da terzi, come il gruppo De Agostini), le traduzioni in lingue estere, l'aggiornamento per dieci anni. Poi ci sono alcuni sistemi non ancora usati, come la prenotazione on-line, ma la decisione a questo proposito dipende dal governo italiano e dalle regioni. È prevista la possibilità di prenotare gli alberghi attraverso un link, come avviene nel sito regionale del Trentino'. Poi ci sono le regioni. La tabella di marcia prevede l'assegnazione effettiva dei 21 milioni di euro sulla base di una convenzione che, a breve, sarà sottoscritta con il ministero per l'innovazione. Soltanto poche regioni però, tra cui Piemonte e Umbria, hanno immesso nel portale i primi contenuti. A fine aprile arriverà altro materiale che, in parte, sostituirà o integrerà quanto ritenuto insoddisfacente. Poi, entro l'anno, dovrebbe essere sviluppato il progetto. Ma non sarà facile uniformare il materiale predisposto da 21 redazioni diverse: la soluzione dovrebbe arrivare dal piano editoriale, ancora in attesa di approvazione. Intanto il ministro per le riforme e l'innovazione, Luigi Nicolais, ha annunciato l'insediamento, la scorsa settimana, del comitato per il portale Italia.it, che era stato varato un anno fa attraverso un decreto: si occuperà del coordinamento delle iniziative regionali, interregionali e centrali, oltre che del piano editoriale e di promozione. L'a.d. di Innovazione Italia, Roberto Falavolti, ha spiegato che entro fine marzo sarà pronta la piattaforma operativa che consentirà i link con le redazioni regionali e la condivisione effettiva del progetto internet con tutti gli attori, dalle regioni agli operatori turistici privati'. Proprio tra le associazioni di categoria si registrano posizioni diverse. Federalberghi, per il momento, sta alla finestra in attesa di sviluppi. Secondo Renzo Iorio, presidente di Aica-Federturismo (catene alberghiere), l'attuale versione è in stile anni 60, mentre occorre inserire un link agli hotel prenotabili via internet, evitando però di creare un soggetto che faccia intermediazione a pagamento. No, insomma, a un Expedia bis. Semaforo verde anche da Domenico Lupo, numero uno di Confindustria alberghi, che vuole un soggetto pubblico, insieme alle associazioni, a gestire il servizio. Per Alberto Corti, presidente di Astoi (tour operator), c'è troppa confusione: non c'è né un buon sito vetrina, né un buon sito commerciale. Andrea Giannetti, al timone di Assotravel (agenzie di viaggio), chiede che le imprese incoming possano utilizzare liberamente i contenuti del portale e trasferirli sui loro siti per migliorarne la qualità. Insomma, tante idee confuse. Occorre fare chiarezza e in fretta. Quella del portale è un'occasione troppo importante per farla partire zoppa e abborracciata. Forse, più che gli annunci roboanti, strombazzati in Bit, serviva più lavoro da formiche. Perché il portale è sì in progress', come ha ribadito più volte il vicepremier Rutelli, ma è lì da vedere. E quello che per ora si vede è francamente insufficiente.
Italia.it, un cantiere che va a rilento
Il portale Italia.it, finanziato con 45 milioni di euro nel 2004, è stato criticato per la sua mancanza di contenuti e la sua struttura obsoleta. I diretti interessati, come le regioni e le associazioni di categoria, hanno espresso le loro preoccupazioni e richieste. Il ministro per le riforme e l'innovazione, Luigi Nicolais, ha annunciato l'insediamento del comitato per il portale, che si occuperà del coordinamento delle iniziative regionali e del piano editoriale. La piattaforma operativa sarà pronta entro fine marzo, consentendo i link con le redazioni regionali e la condivisione del progetto.
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