Le quattro torri gemelle incombono sul lago che agonizza e pare uno specchio ossidato. Diciassette metri dal suolo, quadrate, «chiattone», irritanti come una manciata di sabbia negli occhi. Ma non s'è trovato niente di meglio, sembra, per i giochi di luce del nuovo teatro all'aperto dedicato a Giacomo Puccini, in costruzione lì, in riva d'acqua, a pochi metri dalla villa mausoleo e che, secondo Simonetta Puccini, «compromette quel che resta dell'ambiente pucciniano, la penisola delle Torbiere, dove mio nonno andava a caccia. Dovevano farlo altrove, dove ci sono le discariche». I parallelepipedi di Torre del Lago sono il nuovo scandalo in una Toscana che da l'impressione d'essere sempre meno attenta all'ambiente e sempre più al business: per dire, l'isola d'Elba non è ancora immune da rischi di speculazioni, in vai d'Orcia risuona l'eco del clamore per il cemento selvaggio di Montìcchiello e motivi di rammarico per un'ennesima lottizzazione rimbalzano da Casole d'Elsa. Attacchi al paesaggio Si fa presto a dire «ecomostri», bisogna vederli. «Un autentico scempio, degne di un cementificio e non di un teatro», aveva tuonato Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra. Ma era tardi: il peggio, era fatto. Sarebbe occorsa maggior vigilanza, ammette Antonio Dalle Mura, responsabile della sezione Versilia. «Tardivo il nostro intervento? Meglio tardi che mai. Il fatto è che non si può star dietro a tutto, qui siamo parecchio impegnati: vogliono scorciare di 100 metri il monte Altissimo, quello delle cave di marmo, dicono per ragioni di stabilità, e dopo il nostro intervento forse si accontenteranno di 30. Poi vendono la Passeggiata di Viareggio, i pontili. Sul teatro eravamo tranquilli perché il progetto precedente era peggiore, poi sono spuntate le torri ed è stata una brutta sorpresa. Sul sito Internet c'era un'immagine diversa: erano in tubolari, apparentemente mobili. Ora quell'immagine l'hanno tolta. Noi chiediamo un'inchiesta dei ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali, crediamo esista ancora spazio per mitigare». Chissà se c'è anche la volontà, osserva Roberto Mannocci, consigliere nazionale di Italia nostra. Per il momento rimane senza risposta la lettera indirizzata il 19 febbraio dall'associazione a dieci fra politici e personalità varie, compresi i ministri Rutelli dei Beni culturali, e Pecoraro Scanio, Ambiente. Il progetto Una storia cominciata nell'altro millennio. Nei «banali anni ottanta» l'architetto Paolo Portoghesi aveva presentato un progetto originale per un teatro coperto. Poi era stato deciso che il nuovo dovesse essere all'aperto, simile a quello «provvisorio». Ma rimane il nodo di «come» l'idea venga realizzata. L'architetto Glauco Borella, coordinatore della sezione monumenti e beni della soprintendenza di Lucca e Massa osserva «che hanno fatto come certi venditori: ci hanno presentato il meglio e ci troviamo di fronte il peggio. Un po' come accade per una signora vestita da sera che uno poi se la ritrova al mattino in vestaglia e ciabatte». C'è malumore, anche in comune. Rossella Giusti, di Rifondazione, rappresentante per la cultura nel consiglio comunale di Viareggio, è una che non perde tempo, nel 2004 aveva presentato un esposto di 36 pagine al Tar per contestare quella che definisce una «torbida procedura» seguita nell'affaire teatro, e ora parla di «milioni a valanga, precipitati in un buco nero e mi chiedo quanto costerà l'opera finita». Non è ottimista. «Aspetto ancora la sentenza del tribunale». Contesta le torri, ma pure il teatro, «3.200 posti all'aperto: uno spreco, perché fruibili pochi mesi all'anno. Ep-poi, è una costruzione invasiva in un sito a 70 metri sotto il livello del mare, dagli equilibri molto delicati. Una scelta pericolosissima dal punto di vista ecologico». Ma quelli del parco, come l'hanno presa? «Nessun nulla osta, almeno finché c'ero io», garantisce Stefano Maestrelli, presidente fra il 1994 e il 2003. «N'è stato rilasciato più d'uno, anche dopo le modifiche» precisa Sergio Paglialunga, il direttore. Un maledetto imbroglio, dunque, Maestrelli da otto anni sindaco, l'ultima volta eletto nella lista «Laboratorio», di sinistra, assicura che «c'è margine per correggere», e aggiunge che il progetto ha salvato l'«Eden» di Puccini da una speculazione selvaggia che «prevedeva la costruzione di un albergo e una serie di villette». Naturalmente, sorvola sul fatto che la concessione fosse stata data dal comune. Manrico Nicolai, presidente del Festival Pucciniano, difende il teatro. «Le torri? Non credo siano uno scempio, c'è di peggio nel mondo. Eppoi non si può impostare tutto su un particolare, un progetto bisogna vederlo finito». «Il teatro sarà pronto l'anno prossimo, per i 150 anni dalla nascita del Maestro», precisa Franco Moretti, il direttore della Fondazione. «Non ci preoccupano le polemiche, purché corrette». Preoccupano di più le quattro torri gemelle.
L'Ecomostro di Puccini. Quattro torri di cemento sul lago in memoria del maestro
In Torre del Lago, in Toscana, è stato costruito un teatro all'aperto dedicato a Giacomo Puccini, ma è stato realizzato con quattro torri gemelle che hanno generato polemiche per la loro presenza in un sito a 70 metri sotto il livello del mare e per la loro costruzione in un'area protetta. L'architetto Paolo Portoghesi aveva presentato un progetto originale per un teatro coperto, ma è stato deciso di realizzare un teatro all'aperto. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione di diversi architetti e ha richiesto la concessione del comune di Viareggio.
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