Poco più di un anno fa (27 novembre 2005) il Corriere pubblicava nell'edizione romana un interessante e spiritoso articolo intitolato «Sos Fondazione Basso: "Tutto è lecito per fare cultura"», nel quale si dava atto delle difficoltà di pur prestigiosi istituti culturali per i tagli delle sovvenzioni statali e gli enormi ritardi con i quali queste venivano erogate, e si dava altresì notizia dì un'iniziativa della Fondazione Basso di offrire pezzi di una preziosa collezione di mappe storiche della città di Roma, appartenente alla famiglia Basso, a privati che facessero donazioni alla Fondazione. Per il 2006 le più tempestive erogazioni dei fondi stanziati per legge ci consentono di chiudere il bilancio senza gravi debiti. Ètuttavia ormai evidente che anche in Italia come altrove, specie nel mondo anglosassone, gli istituti culturali non possono vivere solo di fondi pubblici, ma devono diventare destinatari di erogazioni liberali (che proprio a questo fine possono essere detratte dalle imposte) da parte di quanti hanno a cuore lo sviluppo culturale e civile del Paese. E ciò vale, soprattutto per quegli istituti che, come la Fondazione Basso (www.fondazione-basso.it), intendono salvaguardare la propria libertà di ricerca restando indipendenti tanto da gruppi economico-finanziari quanto da organizzazioni partitiche. L'Italia possiede, com'è noto, più della metà del patrimonio culturale del mondo intero. E ciò rappresenta per il nostro Paese non solo una risorsa, ma anche un'opportunità ineguagliabile. È impossibile ci rendiamo ben conto che lo Stato provveda a tutto. Ma, appunto per questo, è necessario che si affermi un costume di interesse e di cura più diffusi di un tale patrimonio. D'altronde, non pochi beni culturali appartengono a privati e ne va incoraggiata la messa a disposizione a favore di tutti gli interessati. È questo il caso della Fondazione Basso, la cui biblioteca, costituita da Lelio Basso, è stata da lui donata alla Fondazione e ora, costantemente aggiornata e aperta al pubblico per otto ore al giorno, ha una consistenza di oltre 90.000 volumi e 5.000 testate di periodici, alcune introvabili altrove, oltre a un importante archivio storico. La biblioteca possiede fondi molto rari sulla storia della democrazia, del pensiero politico e di movimenti di massa: unico in Italia, per mole e consistenza, il fondo sulla Rivoluzione francese. Recentemente abbiamo avuto il piacere di leggere il seguente apprezzamento da parte di uno studioso estraneo alla Fondazione: «Basterebbe, d'altronde, solo la biblioteca, che è per certi aspetti unica in Europa, a fare della Fondazione Basso un fatto straordinario. Chiunque abbia solo un pochino di esperienza delle biblioteche italiane e romane in particolare (...) resta piacevolmente sorpreso da questa biblioteca "all'inglese", ricchissima di testi, razionalmente gestita, dal cerimoniale burocratico ridotto al minimo indispensabile» (A. Carrannante, «Ripensando Lelio Basso», in Giornale di storia contemporanea, n. 1.2006). La Fondazione svolge inoltre un'intensa attività scientifica, che si articola in ricerche, corsi di formazione, convegni, pubblicazioni e mostre. Negli ultimi anni questa attività si è concentrata fra l'altro sul processo di costituzionalizzazione dell'Unione europea a cui dal 2000 ad oggi abbiamo dedicato sette convegni, tre dei quali internazionali, e quattro pubblicazioni), sul rapporto fra globalizzazione e diritti universali (cui dallo scorso anno sono stati dedicati tre convegni e due pubblicazioni), sulla bioetica (cui sono stati dedicati i «Dialoghi interdisciplinari» e la banca dati www.biogea.org). La sezione internazionale della Fondazione conduce inoltre ricerche suitemi della immigrazione, della violenza sulle donne e sui minori, organizza ogni anno corsi di formazione sul diritto dei popoli e sostiene l'attività del Tribunale permanente dei popoli. Per il 2007 alle attività in corso si aggiungeranno due nuove importanti iniziative: l'Osservatorio sul rispetto dei diritti umani in Europa che raccoglierà in un sito internet e confronterà la giurisprudenza in materia non solo delle Corti europee ma anche di quelle dei singoli paesi dell'Ile, e una «Scuola per la buona politica», che attraverso approfonditi seminari di studio si propone di contribuire a diffondere quella cultura politica, spesso oggi trascurata, che è necessaria per costruire una sfera pubblica e una cittadinanza consapevole e così far vivere la democrazia: i seminari sono già in corso e il Corriere ha dato ampio spazio all'iniziativa nell'edizione romana del 5 febbraio. Tutta questa mole di attività viene sostenuta dall'impegno volontario e gratuito di diversi studiosi di fama internazionale, ma richiede anche lavoro organizzativo e amministrativo e comporta spese vive, alla cui copertura si provvede con affanno. E dispiace che, a causa di ristrettezze finanziarie, un'intrapresa culturale ritenuta unanimemente di grande rilievo scientifico ed etico-politico raggiunga ancora un limitato numero di persone, mentre vediamo crescere nel Paese l'esigenza di sapere e il bisogno di cultura. Per queste ragioni ci auguriamo che la stampa dedichi maggiore attenzione agli istituti culturali (e fra questi alla nostra Fondazione), incoraggiando le erogazioni liberali in favore di attività che, nel promuovere la crescita culturale, contribuiscono in modo tutt'altro che effimero o accessorio al bene comune del Paese. Direttore Comitato scientifico della Fondazione Basso
Le importanti iniziative della Fondazione Basso
Il Corriere pubblicava un articolo di un istituto culturale romano, la Fondazione Basso, che aveva offerto pezzi di una collezione di mappe storiche della città di Roma a privati che facevano donazioni alla Fondazione. L'articolo descriveva le difficoltà degli istituti culturali per i tagli delle sovvenzioni statali e gli enormi ritardi con i quali queste venivano erogate. La Fondazione Basso svolgeva un'intensa attività scientifica, che si articola in ricerche, corsi di formazione, convegni, pubblicazioni e mostre. La sezione internazionale della Fondazione conduce ricerche su temi come l'immigrazione, la violenza sulle donne e sui minori.
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