L'altra faccia della festa si legge sul volto dei giovani restauratori, che ieri distribuivano volantini davanti ai musei e agli scavi archeologici per denunciare il loro stato di precarietà e le loro incertezze per il futuro. La manifestazione è stata organizzata dalla Fillea-Cgil. «Tante ragazze e tanti ragazzi - si legge in una nota - lavorano proprio nei cantieri aperti per le visite. A loro sono sottratti diritti sindacali e contrattuali, negate le professionalità, osteggiata la rappresentanza. Per il recupero dei beni culturali a Napoli e in provincia sono stati stanziati ottocento milioni di euro e avviati moltissimi interevnti, ma non ci sono state né sono in programma assunzioni di personale. A Napoli sono circa settecento le lavoratrici e i lavoratori altamente specializzati che operano nel settore senza alcuna garanzia per il loro futuro».