«Esperienza Italia», ovvero «L'Unità delle differenze»: sono le chiavi di lettura che che gli storici Walter Barberis e Giovanni De Luna hanno indicato come filo conduttore delle manifestazioni che Torino e il Piemonte organizzeranno nel 2011 per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Richiederanno una spesa che sfiora il miliardo di euro, ai quali si aggiungeranno investimenti già programmati, pari ad altri 800 milioni. Le proposte, le iniziative e i conti economici sono stati raccolti da Paolo Verri, incaricato di allestire il «Dossier 2011», con le richieste che il Piemonte farà al Governo. Il documento è stato sottoposto mercoledì in Comune all'approvazione di un apposito comitato, presieduto dall'assessore Fiorenzo Alfieri. Rimarrà operativo finché, con legge regionale, sarà istituito il comitato «Italia 150» che, con personalità giuridica, si farà carico dei festeggiamenti. Al comitato provvisorio già partecipano Comune, Regione e Provincia, rappresentati dagli assessori Alfieri, Gianni Oliva e Valter Giuliano. Sono presenti anche il Direttore regionale ai Beni culturali Mario Turetta, i rappresentanti di Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt, Camera di Commercio, Unioncamere e dei quattro atenei piemontesi. Insieme l'altro ieri hanno dato via libera al «Dossier». Nei prossimi giorni verrà esaminato dalla presidente della Regione Mercedes Bresso e dal sindaco Sergio Chiamparino, prima di trasmetterlo entro la metà di marzo al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al ministro ai Beni Culturali Francesco Rutelli. Barberis e De Luna hanno proposto di fare dell'evento un'occasione «di bilancio sull'italianità», per riflettere su alcune domande: «Che cosa vuol dire essere diventati italiani? Che cosa ha realizzato in 150 anni questa italianità? E quali contributi può dare all'Europa e al mondo?». «Sarà un esame del passato - riflette Dario Disegni, della Compagnia di San Paolo - per interrogarsi sul presente e progettare il nostro futuro in Europa, alla quale possiamo offrire molto». Per Barberis: «Il modello italiano è quello vincente. Non è il "melting pot" che in Francia e in Gran Bretagna ha annegato le differenti identità in un unico calderone nazionalista. L'Italia deve essere ed è l'armonia delle differenze, come un piatto d'insalata in cui i vari ingredienti conservano il loro distinto sapore, legati solo dal comune condimento». Per spiegarlo Torino prepara tre grandi scenari espositivi. La Reggia di Venaria e le residenze sabaude ospiteranno le manifestazioni storiche. Un secondo asse, sulla «Spina due», racconterà l'Italia del domani. Mentre l'Italia della cultura e della scienza troverà ribalta fra Torino Esposizioni e le aree universitarie prossime alla Dora. L'assessore Oliva aggiunge percorsi turistici in Piemonte che esalteranno le località legate al Risorgimento, permettendo di scoprire palazzi nobiliari, fortezze e luoghi di devozione. «Il tutto - nota Turetta - fa un conto di circa 560 milioni per le opere strutturali e di restauro, più circa 370 milioni per gli eventi e la loro comunicazione. Se aggiungiamo 800 milioni di investimenti già programmati si arriva a una cifra di oltre 1700 milioni». La storia sarà narrata nelle Regge sabaude. E' prevista la messa a punto del Polo Reale, il trasferimento della Galleria Sabauda, più opere a Moncalieri, Agliè, Racconigi, Superga, Gavi e Vezzolano. Palazzo Carignano aprirà i suoi appartamenti e la sala sotterranea ideata da Andrea Bruno. La «Spina due», con un grandioso Expò, parlerà del domani dell'Italia, coinvolgendo il futuro grattacielo del San Paolo, il raddoppio del Politecnico, le ex Officine Grandi Riparazioni, la nuova Biblioteca civica, le dismesse carceri Nuove e la rinnovata stazione di Porta Susa.