LA RAPPRESENTANZA PIÙ ESIGUA DA MOLTI ANNI Fra i nomi della mostra internazionale Filomeno, Buvoli Canevari e Basilico La prima Tesa delle Vergini è nella zona monumentale dellArsenale di Venezia, a poche decine di metri dal mare. Qui un tempo erano ospitati i cantieri da cui uscivano le flotte della Serenissima. E qui dal 10 giugno al 21 novembre i visitatori della Biennale di arti visive troveranno il Padiglione italiano. Varcata la soglia incontreranno le opere dei due artisti scelti dal curatore, Ida Giannelli: Francesco Vezzoli e Giuseppe Penone, trentasei anni il primo, sessanta il secondo. La parte destra di questo antico magazzino, restaurato lo scorso anno dallarchitetto Franco Purini, sarà occupata da uninstallazione di Penone. Presenterà nuovi lavori che sta realizzando nella zona delle cave di Carrara. Sono le Sculture di linfa. La parte sinistra sarà dedicata a Vezzoli con un nuovo video, due spot, che sta girando a Los Angeles con una celebre star. Il titolo è Democracy. Dunque approfondimento e rivisitazione in chiave contemporanea della scultura attraverso luso di materiali classici da una parte, mentre dallaltra continua il viaggio nella manipolazione di miti ed icone della nostra società. Vezzoli e Penone rappresentano lItalia alla manifestazione veneziana, che sarà presentata domani a Roma e dove gli artisti del nostro paese non avranno una parte preponderante. Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista, ha già definito "molecolare" la visione dellarte italiana di Robert Storr, a cui è affidata questa edizione. E probabilmente si accenderanno altre polemiche dopo lannuncio dello sparuto gruppo di italiani invitati alla mostra internazionale che ha per titolo «Think with the SensesFeel with the Mind Art in the Present Tense» (Pensa con i sensiSenti con la mente Larte al presente). Stando alle indiscrezioni che circolano sono appena sei - anticipiamo - sui cento presenti nellesposizione: Angelo Filomeno, Luca Buvoli, Paololuca Barbieri, Paolo Canevari, Anselmo e il fotografo Gabriele Basilico. Sono questi gli artisti che troveremo a fianco di un padre nobile come John Cage, di Jasper Johns, Gerhard Richter, Robert Ryman, Steve McQueen, Elisabeth Murray, Bruce Nauman, Sol Lewitt. Da un punto di vista statistico percentualmente è la rappresentanza più bassa delle ultime edizioni. E abbastanza diverso è il percorso dei sei, che attraversano la storia dellarte italiana a partire dalla seconda metà del Novecento. Storr sembra aver quasi seguito una scala generazionale. Giovanni Anselmo ha 73 anni, è uno dei padri dellArte povera. Con la pietra, la terra, il metallo, lacqua o il cotone incarna e traduce in esperienza sensibile fenomeni basilari, generalmente non avvertiti dalla coscienza: la gravità, lenergia, la relazione fra generale e particolare, finito e infinito, cultura e natura, il trascorrere del tempo storico e lipotesi delleternità delle leggi fisiche universali. Gabriele Basilico, che ha 63 anni, è uno dei più noti fotografi documentaristi europei. Fotografa esclusivamente in bianconero e suoi campi dazione privilegiati sono il paesaggio industriale e le aree urbane. A questo punto si entra nella generazione dei quarantenni, che hanno esordito negli anni Ottanta, quando i grandi giochi dellArte povera e della Transavanguardia erano in fase di esaurimento. Hanno un dato comune: hanno vissuto o ancor oggi vivono e lavorano a New York, la città di Robert Storr. Dei quattro il più conosciuto è Paolo Canevari, 44 anni, romano, da poco sposato con Marina Abramovic. Si confronta con la tradizione classica attraverso un uso dei materiali che fanno parte della cultura contemporanea e popolare: carta di giornale, fumetti, le gomme di auto. Ha 44 anni anche Luca Buvoli, che è nato a Brescia ma vive a New York. Ha realizzato e realizza da alcuni anni una serie di film animati ad episodi, che ruotano intorno al personaggio di "Not-a-Superhero", una ripresa in chiave concettuale ma anche poetica e ironica della figura fumettistica del Supereroe. La tecnica è manuale e a volte può evocare quella di William Kentridge. Stessa età e stessa vita newyorchese per Angelo Filomeno, arrivato negli States da San Michele di Tolentino. È inserito in un filone di ricerca che è anche quello di Vezzoli, interessato allelemento artigianale legato alla creazione artistica, con una particolare attenzione per il ricamo, il tessuto e il cucito. Le sue opere sono costruite con straordinari, preziosi e complessi ricami realizzati con macchina da cucire Singer in fili di seta su shantung indiani, con rifiniture manuali, di cui è esperto avendo appreso la tecnica da bambino, al fianco della madre sarta. Il più giovane è Paololuca Barbieri, romano, 33 anni, di Alterazioni Video, gruppo che cerca di creare strategie di insinuazione nel reale attraverso le nuove tecnologie e i linguaggi sperimentali, ospitato lo scorso anno al PS1. Questi sono gli italiani della mostra internazionale. Davvero pochi numericamente e idealmente.
VENEZIA solo sei gli italiani alla biennale
Il Padiglione italiano alla Biennale di Venezia sarà presentato dal curatore Ida Giannelli e ospiterà le opere di due artisti italiani: Francesco Vezzoli e Giuseppe Penone. La mostra sarà inaugurata il 10 giugno e si chiamerà "Democracy". Vezzoli presenterà un nuovo video e due spot, mentre Penone presenterà nuovi lavori che sta realizzando nella zona delle cave di Carrara. La mostra rappresenta lItalia alla manifestazione veneziana, che sarà presentata anche a Roma. Il gruppo di artisti italiani invitati alla mostra è composto da sei persone: Angelo Filomeno, Luca Buvoli, Paololuca Barbieri, Paolo Canevari, Anselmo e Gabriele Basilico. Questa rappresentanza è la più bassa delle ultime edizioni.
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