Alle vicende del clan si ispirò anche il film con Christopher Lambert Ora servono quindici milioni di euro per salvare almeno il castello di Dunvegan Da secoli la famiglia regna sugli altipiani di Black Cuillin, nellisola di Skye dal nostro corrispondente LONDRA - Un clan di aristocratici scozzesi che si tramandano il motto di famiglia, «tieni duro», di padre in figlio, un antico castello minacciato dal degrado del tempo, unisola gelida e selvaggia, una terra che alcuni considerano sacra e altri maledetta. Sembrano gli ingredienti per un film depoca, e in un certo senso lo sono già diventati: "Highlander", la pellicola che lanciò sul grande schermo lattore Christopher Lambert, era liberamente ispirato alla saga dei MacLeod, il cui ultimo erede è oggi protagonista di una battaglia per conservare il nome, lorgoglio e le proprietà della sua famiglia. Morendo il mese scorso a ottantanove anni, sir John MacLeod di MacLeod ha lasciato al figlio Hugh Magnus una pesante eredità, un fardello che avrebbe voluto risparmiargli: gli altopiani di Black Cuillin, celebrati dallo scrittore scozzese Walter Scott, autore di "Ivanhoe", in uno dei suoi libri più amati, "Il signore delle isole". Solo vendendo allasta quelle terre il casato degli Highlander potrebbe trovare i fondi per riparare Dunvengan, il più importante castello della loro famiglia, e continuare a viverci come desiderano e come vuole la tradizione. Ma gli abitanti dellisola di Skye, in cui si trova il maniero, si oppongono alla vendita, accusando i MacLeod di speculazioni immobiliari e adesso sarà probabilmente necessario lintervento delle autorità locali, o addirittura di quelle di Edimburgo, per trovare una soluzione che accontenti tutti. Per ironia della sorte, la vicenda avviene a due mesi dalle elezioni che, con la vittoria del partito nazionalista scozzese, potrebbero sospingere gradualmente la Scozia verso la strada della secessione dalla Gran Bretagna e dunque del ritorno allindipendenza, trecento anni dopo lannessione da parte di Londra. Folklore, leggende e sentimenti patriottici si mescolano così in un cocktail esplosivo. I MacLeod sostengono di avere bisogno di quindici milioni di euro per salvare il castello di Dunvengan, roccaforte inespugnabile del loro clan. Già da tempo John MacLeod lo aveva aperto ai visitatori, trasformandolo in un museo, uno dei più visitati della Scozia, con oltre centomila turisti lanno, e tenendo soltanto unala del maniero per sé e per i suoi familiari. Lo scopo era di mantenersi, poiché i Macleod non dispongono più delle ricchezze di un tempo, ma anche di raccogliere i soldi per un necessario restauro della secolare fortezza. Per questo aveva messo allasta novemila ettari di terreno circostante, incluse le Black Cuillin, montagne sacre per gli abitanti del luogo. Come nel film, la sua era stata una sfida contro il tempo, per salvaguardare limmortalità di un clan, i superstiti di un mondo scomparso: ha perso, ma ora tocca a suo figlio, trentesimo conte di Macleod, proseguire la battaglia.