SILVIA Ronchey, con quel suo fare e dire accattivante che le è proprio, ipotizza la restituzione dei marmi del Partenone alla Grecia, in occasione delle Olimpiadi del 2004, in un procedere di sacro corteo (prendendo in prestito le parole di Erest Renan) accompagnato se non dal suono del flauto (come si augurava Renan) dalle note dell'Inno alla Gioia di Schiller con cui Beethoven chiude la sua Nona Sinfonia. È sempre antipatico chiamare in causa Maestri che non ci sono più, ma Sabatino Moscati era poco incline alla «restituzione» di beni archeologici ai luoghi che ne avevano visto l'origine. «Restituire cosa?», ebbe a dirmi in occasione dell'ennesima polemica sulla stele di Axum. «S'immagini cosa accadrebbe in un programma generalizzato di restituzioni del museo egizio di Torino, dei nostri musei italiani, del Louvre e del British Museum? Bisogna educare invece le nuove generazioni a che non avvengano più le spogliazioni dei siti originali». Questo per pronunciarci in termini generali. Nel caso particolare, l'ipotesi spumeggiante della Ronchey ha indubbiamente il suo fascino: perché solo i marmi del Partenone? Riportiamo in Grecia in occasione delle Olimpiadi del 2004 tutto il patrimonio ellenico ed ellenizzante da tutto il mondo, da Londra a Roma, da Parigi a Copenaghen, da Madrid a Budapest, Vienna e Praga, fino ai musei (di cose trafugate e non trafugate) statunitensi. Resta l'invito pedagogico di Sabatino Moscati: educare le future generazioni a rispettare i Lari e Penati dei siti che gli hanno prodotto. Oltretutto, aggiungeva il Maestro, la Grecia è ovunque, domina il pensiero della Polis che non si limita comunque all'Ellade, ma tocca la Ionia, la Magna Grecia e tutti i tenitori del Mediterraneo dove il pensiero greco è stato presente, e che va al di là del Mediterraneo, dalle colonne d'Ercole alla Battriana, abbracciando tutti i territori ellenistici. E cosi per Roma, che, rinnovando Ammiano Marcellino, è in qualunque luogo lo spirito romano è stato realizzato. Per questo non possiamo che dirci greci e non possiamo che essere romani. Del resto, concludeva Sabatino Moscati, Roma è la città greca. E noi aggiungiamo, sulla scorta degli studi di La Pira sulla giurisprudenza romana è al pensiero filosofico greco che Roma deve la costruzione del diritto. Aiutiamo dunque gli amici greci a fare di queste Olimpiadi l'apoteosi della Grecia moderna e non creiamo loro problemi; aiutiamo a far dire loro che tutta l'Europa è greca e che se ogni angolo d'Europa contiene un frammento di arte greca e un resto della storia greca, ciò è la dimostrazione che non solo Roma ma tutta l'Europa è Polis Ellenis e che nella grecità noi tutti ci riconosciamo. Queste sono le fondamenta dell'Europa e dell'Occidente. Tutto il resto è provincialismo.
Il monumento è patrimonio universale
Silvia Ronchey propone la restituzione dei marmi del Partenone alla Grecia in occasione delle Olimpiadi del 2004. Questa idea è stata espressa anche da Sabatino Moscati, che ha sottolineato l'importanza di educare le future generazioni a rispettare i siti originali. Moscati ha anche sottolineato che la Grecia non si limita all'Ellade, ma ha influenzato anche la Magna Grecia e i territori ellenistici. Inoltre, ha affermato che Roma è la città greca e che la costruzione del diritto è stata influenzata dal pensiero filosofico greco.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo