Le 20mila carte della cultura underground sono state sfrattate dal Comune «LARCHIVIO della beat generation italiana? Lo salviamo noi». La Provincia e la cooperativa editoriale di Smemoranda si offrono di sottrarre allincanto, o peggio al macero, i 20mila documenti pazientemente raccolti dal guru delle pubblicazioni underground, Ignazio Maria Gallino, e custoditi dal 1999 nelle civiche depositerie. Il Comune aveva promesso di trovare dei locali allarchivio, sfrattato dalla sua sede, ma dopo otto anni la giunta Moratti disconosce limpegno e minaccia di fare piazza pulita. Letta la storia su Repubblica, a Gallino sono arrivate diverse offerte e forse una speranza di riallacciare i contatti con il Comune per traslocare larchivio alla Fabbrica del Vapore. Al momento, però, è più concreta lipotesi messa sul tappeto dalla Provincia, mobilitata da Nico Colonna di Smemoranda, che i festival di Re Nudo li ha visti da ragazzino e si rende disponibile sin da subito a dare una mano: «Ho parlato con Gino Michele della nostra cooperativa, con Gabriele Salvatores, siamo tutti daccordo. Dobbiamo proteggere un pezzo di storia che abbiamo attraversato in tanti. La beat generation a San Francisco ha un museo ufficiale, perché da noi la demonizzano? Ricordo le prime assemblee alle superiori, si passava a discutere, invece che della merenda, dellautoritarismo a scuola». Colonna telefona a Irma Dioli, assessore provinciale che amministra lIdroscalo ed ecco la proposta: «Ho già individuato gli spazi adatti per conservare ed esporre le riviste dellarchivio - spiega la Dioli - un locale sotto le tribune oppure un magazzino da ristrutturare. Idroscalo periferico per un museo? Non direi, in un anno ci passano due milioni e mezzo di persone». Larchivio contiene per lo più riviste da poche migliaia di copie, magari ciclostilate, come Om, votata allinduismo, Fallo (preferiva sesso, droga e rock), Puzz (fumetti), Get Ready (confezionata a forma di spinello) e tante altre, la più famosa Re Nudo, che si collocava a metà strada fra hippy e sinistra extraparlamentare. Pure questultima, per la maggior parte dei fricchettoni, troppo autoritaria. Durò poco più di un decennio, dal '65 al ' 77, la cultura underground. Da allora divenne memoria, esposta in via Anfiteatro e dopo lo sfratto del '99 venne stipata nella depositeria comunale, in via Gregorovius.
La Provincia: allIdroscalo un museo per larchivio beat
Il Comune di Milano ha sfrattato larchivio della cultura underground italiana, che contiene 20mila carte. La Provincia e la cooperativa editoriale di Smemoranda si offrono di sottrarre larchivio e trasferirlo in un locale adatto. Larchivio contiene riviste come Om, Re Nudo e Puzz, che rappresentavano la cultura underground italiana negli anni '60 e '70. Il Comune aveva promesso di trovare un nuovo locale per larchivio, ma dopo otto anni non ha mantenuto la promessa. La Provincia e Smemoranda si offrono di aiutare a trasferire larchivio e di proteggere la storia della cultura underground italiana.
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