Il magistrato: "Un mondo nuovo, dovrò studiare". Sgarbi lo attacca: "Da giudice ha distrutto la città" Serve immagine ma anche concretezza E lo stilista Ferré diventa presidente di Brera Da mani pulite a calciopoli e al «Verdi»; dalle sfilate a Brera. Non sono ortodosse le nomine del governo anche se uno stilista-architetto alla presidenza dellaccademia e un magistrato-musicofilo al Conservatorio hanno legittimità morali da vendere nei rispettivi campi. La domanda semmai è: che modello nuovo di gestione si può ipotizzare dietro queste decisioni? Di certo, le nomine sottolineano il mutato assetto finanziario e organizzativo: in un momento di rifondazione normativa delle scuole artistiche a alta specializzazione che si sta protraendo fin troppo, danno sostanza allidea che Brera e il Conservatorio non possano più essere semplicemente scuole di eccellenza. E che le mansioni del presidente, nella logica dellautonomia che investe gli storici istituti, non possano limitarsi alla rappresentatività. Non è un passaggio di poco conto. Oggi al presidente si richiedono competenze da piccolo (o medio, visti i rispettivi bilanci) amministratore delegato, da direttore marketing, nonché da consigliere diplomatico nei rapporti non sempre chiari - né sempre facilitati dal filtro di organi interni di rappresentanza: artistici, dei docenti, degli studenti - tra il direttore dellistituto e una popolazione scolastica dai numeri a quattro cifre. Non meno importante è la capacità di rappresentare la scuola nella politica di acquisizione di risorse: ovvero nella faticosa opera di convincimento che listruzione specialistica ha un prezzo ma non è un costo. Il sostegno pubblico e i privati non possono essere avari nei confronti di Brera e del Conservatorio perché la ricchezza culturale e professionale di cui sono responsabili è restituita, e con gli interessi, alla comunità. Eppure sappiamo bene che buona parte dellimpegno, e del tempo, dei neo-presidenti sarà destinato a persuadere gli enti locali (proprietari degli stabili) che per studiare bene occorrono aule attrezzate, spazi idonei, attrezzatura tecnica idonea e aggiornata. Poi a far capire che limmagine esterna è altrettanto importante di quella interna; ma senza dare la sensazione che il dibattito-confronto sulla didattica, come sulla vita pratica e quotidiana della scuola, sia sminuito o accantonato. Nello specifico del Conservatorio, il neo presidente da sempre ospite assiduo nelle serate di concerto avrà da fare subito. A usare il suo carisma per pacificare un corpo docenti profondamente lacerato, anche individualmente, spiegando che la nomina non è 'contro né alternativa ma un segno di continuità. Facendo capire che le polemiche esacerbate da una parte e dallaltra in modo anche strumentale, possono anche essere un indizio di vitalità e di voglia di crescere: listituzione rimasta per troppo tempo ottocentesca di colpo sè trovata a dover ragionare da scuola del terzo millennio, con molti azionisti didattici maldisposti a rinunciare alle ottocentesche e un po corporative certezze. E senza aver timore nel farsi guidare, anche in questo ruolo forse inatteso, oltre che dalla passione autentica per la musica anche da severità giuridica.