Il terreno è di proprietà di una società che gestisce anche uno stabilimento balneare Interpellanza al sindaco di Fasano: "Sospendete subito lautorizzazione" -------------------------------------------------------------------------------- Ma il cantiere che si vede, a poche decine di metri dai ruderi dellinsediamento messapico, non è della Soprintendenza per i beni archeologici. I lavori sono della "Penna Grande", una società a responsabilità limitata, proprietaria del terreno, che sta realizzando uno stabilimento balneare, compresa la ristrutturazione di un trullo e la realizzazione di un parcheggio custodito. Nulla di stabile: le strutture, a parte il trullo, sono precarie. Si possono togliere quando la stagione estiva finisce. Ma questo, evidentemente, non basta. «Il fatto è che quella è una zona archeologica e ciò che stanno facendo non è possibile», attacca Fabiano Amati, il coordinatore regionale della Margherita che a Fasano, nel cui territorio è ricompresa Egnatia, è consigliere comunale di opposizione. «Quei lavori - aggiunge - vanno immediatamente sospesi». Lavori non abusivi, regolarmente autorizzati nel maggio del 2006 con tanto di permesso a costruire dal dirigente della direzione territorio e ambiente del Comune di Fasano. Ma allora cosè che non va? I motivi li ha spiegati in uninterpellanza al sindaco Vito Ammirabile (Forza Italia) e al presidente della Provincia di Brindisi, Michele Errico perché avvii lannullamento del permesso a costruire e nel frattempo disponga la sospensione dei lavori. Di più: larea è classificata come "zona archeologica" ed è di pertinenza dellinsediamento messapico, protetta dalle direttive di tutela in base alle quali «va evitata ogni alterazione dellintegrità visuale». Amati, leggi alla mano, spiega che in quellarea si possono fare studi sui reperti archeologici ed anche coltivare i terreni. Ma non altro. Non un parcheggio, almeno, per quanto precario. Ma Amati non si capacita di un fatto: data la peculiarità del terreno, la legge riconosceva agli enti pubblici (dal ministero al comune di Fasano), il diritto di prelazione. «Ricordo di aver avvisato con uninterpellanza, questa possibilità nel febbraio del 2005, quando i nuovi proprietari hanno comunicato lacquisto del terreno, ma lamministrazione ha preferito lasciar perdere salvo poi rilasciare il permesso a costruire un anno fa». Il caso ha già superato i confini fasanesi. Dopo una segnalazione di unassociazione ambientalista, lassessore allUrbanistica della Regione Puglia, Angela Barbanente, ha chiesto chiarimenti alla Soprintendenza. Da Taranto la risposta è arrivata pochi giorni fa affermando: abbiamo rilasciato le autorizzazioni - dicono in sostanza - a determinate condizioni ottenendo comunque una consistente riduzione dellimpatto delle opere. Anche a gennaio scorso, quando è arrivata la comunicazione dellinizio dei lavori, «ha richiesto di limitare laltezza dei servizi igienici, il cui numero era già stato ridotto rispetto al progetto originario». Ma - dicono dalla Sprintendenza - con il Comune di Fasano si fa quel che si può: «Non è la prima volta che immobili come questi vengano interessati da lavori per i quali si deve lamentare scarsa attenzione da parte degli altri soggetti istituzionali».