UNA casa liberty demolita senza preavviso, un quartiere che si ribella. Succede a Baggio, dove una dichiarazione di inizio attività presentata al Comune è bastata per far distruggere una villa di inizio '900 circondata da un parco: al suo posto dovrebbe sorgere una palazzina di nove piani, che stona tremendamente con l'armonia di un borgo rimasto intatto e omogeneo da un punto di vista architettonico. Ieri alcune associazioni, in testa Legambiente, hanno organizzato un presidio davanti al cantiere di via Faccioh. Una protesta che trova sponde istituzionali: il presidente della Zona 7 parla di «bomba gettata su Baggio», il vicepresidente del Consiglio comunale chiede chiarimenti all'assessore all'Urbanistica. STILE elegante ma al contempo austero, di un liberty trattenuto, come d'uso ai primi del '900: per farsi un'idea di cosa dovesse essere Villa Soncini, al numero 12 di via Faccioli, a Baggio, basta guardare dall'altro lato della strada, al numero 13, dove ce n'è una quasi identica, oppure girare per il borgo, che di case simili è tuttora pieno. Non ci sono più altri modi. Perché villa Soncinil' abitazione del medico condotto di Baggio quando era ancora un Comune separato da Milano è stata demolita lo scorso mese, c'è solo un recinto col tradizionale reticolato arancione dei cantieri che lascia tranquillamente intravedere una spianata di macerie, ciò che resta della casa e dell'annesso parco di 1400 metri quadri con alberi di alto fusto. «È come se una bomba fosse precipitata su Baggio», dice sconsolato il presidente della Zona 7 Pasquale Cioffi. Formalmente si tratta di «ristrutturazione e ampliamento», così dice la Dia, Denuncia di inizio attività, presentata in Comune a inizio aprile. «Solo che per ristrutturare Villa Soncini prima l'hanno destrutturata, ovvero distrutta», sogghigna ironico Francesco De Carli di Legambiente, che assieme ad altre associazioni culturali e locali ha chiesto l'interessamento delle Belle Arti e ha promosso un presidio di protesta davanti al cantiere, che ieri a mezzogiorno ha radunato centinaia di persone. Secondo i progettisti «i colori dei materiali previsti vogliono portare avanti e riprendere un legame con gli elementi morfologici dell'ambiente milanese, della tradizione locale. In definitiva il tentativo è quello di incrementare e valorizzare uno spazio urbano». Ma non la pensa così Riccardo Albertini, vicepresidente del Consiglio comunale: «Questo quartiere è l'ultimo vero borgo rimasto, ha una sua omogeneità che non sta solo negli abitanti ma anche negli edifici. E questo progetto non c'entra nulla con Baggio. Basti pensare che secondo i progetti sarà costruita una palazzina di 9 piani, altezza circa 26 metri Ebbene, l'altezza media dei palazzi nei dintorni è di circa 12 metri, dai 2 a 4 piani al massimo». Per questo Albertini si è fatto promotore di una lettera firmata anche da 10 consiglieri di maggioranza e opposizione con cui si chiedono chiarimenti all'assessore Verga, «e me li dovrà dare, adesso inizio a tampinarlo». Però è tutto da vedere quel che potrà dire e soprattutto fare l'Urbanistica: lo strumento scelto per far partire i lavori, la Dia, da tempo al Comune 60 giorni (che sono già passati) per opporsi, altrimenti il progetto si considera approvato E consente di saltare tutta una serie di passaggi burocratici indispensabili quando si vuole costruire da zero, come il parere del consiglio di zona che, spiega Cioffi,«sarebbe stato sicuramente negativo». Legambiente è pronta, se serve, a fare partire cause legali. Riccardo Albertini chiede quantomeno di «riconsiderare l'altezza dei nove piani, prevedendo in alternativa la possibilità di autorizzare una casa in linea con quelle intorno». Per rivedere quel che c'era prima in via Faccioli 12, si prega di rivolgersi al numero 13. Chi non si accontenta, può solo sfogarsi mandando qualcuno a suonare l'organo a Baggio. Siamo in zona: la chiesa di Sant'Apollinare, quella dell'organo dipinto che ha creato un modo di dire molto milanese per maledire qualcuno, è a un centinaio di metri. E la nuova palazzina, se sarà completata, farà a gara di altezza con il campanile.
Baggio non vuole il palazzo di 9 piani
A Baggio, un quartiere di Milano, una casa liberty di inizio '900 è stata demolita senza preavviso per farne una palazzina di 9 piani. I residenti e associazioni locali hanno organizzato un presidio di protesta davanti al cantiere. Il presidente della Zona 7, Pasquale Cioffi, ha definito la demolizione "una bomba gettata su Baggio". Il progetto è stato presentato al Comune con una dichiarazione di inizio attività, ma i residenti sostengono che non è stato rispettato il processo di consultazione. L'assessore all'Urbanistica è stato chiesto di fornire chiarimenti sul progetto.
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