Il 15 rischio chiusura musei e scavi in varie città rischiano di trovarsi i cancelli sbarrati i turisti che il 15 agosto si presenteranno davanti ai musei e alle aree archeologiche che sono di competenza dei poli museali di Firenze, Roma, Napoli, Venezia e delle soprintendenze autonome di Roma e Pompei. Ad annunciare la mobilitazione dei lavoratori e' la Uil Beni e Attivita' culturali che contesta la trasformazione in fondazioni di questi istituti, come previsto dal decreto legislativo di riforma del ministero. Il decreto di riforma del dicastero dei Beni e delle Attivita' culturali dovrebbe arrivare in consiglio dei ministri subito dopo la pausa estiva. Nell'articolo 5 del decreto si prevede che fino al dicembre 2005, "i direttori generali per le antichità e le belle arti sono contemporaneamente titolari delle soprintendenze dotate di autonomia istituite, nell'ambito della regione, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo del 20 ottobre '98". Entro quella data, prevede il testo, il ministero per i Beni e le attività culturali "può costituire o partecipare a fondazioni, cui conferire in uso i musei facenti parte delle soprintendenze dotate di autonomia e della soprintendenza autonoma di Pompei". Il segretario generale della Uil Beni e Attività culturali Gianfranco Cerasoli si oppone a questo schema. "La scelta operata da Urbani - afferma Cerasoli - lascia sconcertati poiché vengono calpestati i principi di autonomia tecnico scientifica e finanziaria nonché la funzionalità delle più grandi realtà espositive del nostro sistema dei Beni Culturali". Come esempi di spazi museali e archeologici coinvolti in questa riforma, la Uil cita gli scavi di Pompei ed Ercolano, Gli Uffizi, La Galleria dell'Accademia a Venezia, Capodimonte a Napoli, il Colosseo, la galleria Borghese e Castel S. Angelo. Il sindacato liquida la creazione di fondazioni "come contenitori di potere con posti da occupare nei tanti cda" così come del decreto legislativo contesta "la spropositata mole di nuovi direttori generali che passa dagli attuali 12 a ben 42 perché si prevedono 15 nuove funzioni dirigenziali di primo livello tra Capi dipartimento e direttori generali, 17 direttori generali regionali, più altri 6 direttori generali da nominare in Enti vigilati".