Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera: Gentili amici di Patrimonio SOS, siamo il gruppo di restauratori romani delle società ARA snc, TECNICON srl, Carlo Usai, CBC coop, Consorzio ARKE', ERRE Consorzio, ROMA Consorzio, Consorzio CB Art, CRC di Paolo Pastorello, STUDIO Carla Tomasi, Sergio Salvati, Anna DeRiso, Antonio Forcellino, che ha presentato recentemente i ricorsi contro l'acquisizione di Zetema da parte del Comune di Roma, ottenendo dal T.A.R. Lazio con la sentenza 73732006 l'annullamento della delibera 663 del 031105 per la parte che riguarda la possibilità, per Zetema, di svolgere attività e lavori di restauro. Questo tentativo di acquisizione è stato l'ultimo passaggio di un percorso che è iniziato con la nascita di Zetema nel 2000 in funzione dell'affidamento da parte del Comune di Roma dei servizi di gestione del patrimonio artistico di sua proprietà. Tra gli scopi della società il restauro costituiva solo un'attività secondaria, anzi non era neanche esplicitamente elencato nell'elenco dei servizi offerti, ma in poco tempo Zetema ha ottenuto, comunque, una certificazione SOA per l'esecuzione dei lavori pubblici, di categoria OS2, III classifica, per appalti di importo fino ad 1.032.913 di euro, ed ha potuto, al rinnovo del contratto di servizio nel 2005 (allegato alla delibera 663), acquisire di fatto il monopolio delle attività di restauro dei beni comunali. Da quel momento, infatti i lavori possono essere progettati, valutati economicamente, eseguiti dalla stessa società Zetema e, a nostro parere, questo costituisce una violazione del principio della libera concorrenza. Già da tempo l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si era espressa in tal senso con un pronunciamento del 29082005, che non è stato tenuto in alcuna considerazione dagli interessati. Ma questo costituisce soprattutto una violazione delle leggi che disciplinano il mercato dei lavori pubblici. Il panorama del settore della tutela e della gestione del patrimonio artistico è, come in molti segnalano, sconfortante e dalle incerte sorti ed ha bisogno di trasparenza e di interventi politici coraggiosi. In questo contesto desolante la nostra può sembrare una protesta marginale, una difesa quasi patetica della nostra categoria, quella dei restauratori che si sono formati negli anni '80, convinti di essere un'avanguardia combattiva e operativa rispetto ai temi della tutela, della conservazione e del restauro del patrimonio artistico del nostro paese, quando ancora questi temi non erano entrati nella quotidianità e nelle coscienze degli italiani. Siamo stati obbligati a crescere con le nostre piccole imprese artigiane, fino ad acquisire, spesso con investimenti e sforzi gestionali notevoli, le certificazioni previste dalle leggi - che nel frattempo si sono moltiplicate per disciplinare il settore - per poter eseguire lavori pubblici (che peraltro avevamo sempre eseguito) gareggiando con le ditte edili che avevano scoperto il business del restauro, dovendo noi, in molti casi, dimostrare di essere restauratori. Quello che vogliamo esprimere in questi giorni è quanto sia inaccettabile per noi e per quanti hanno a cuore la tutela del patrimonio, la situazione che negli ultimi anni si è delineata a Roma con la comparsa di Zetema all'interno del nostro settore. Riconosciamo la necessità di dover affrontare la gestione del patrimonio comunale in modo moderno e certo non è nostra competenza valutare se questo sia il migliore, ma quando si parla di restauro si aprono numerosi interrogativi, circa le logiche che motivano queste scelte. Innanzitutto per quale motivo si sia permesso che una società di servizi eseguisse lavori pubblici senza essere qualificata ai sensi del D.P.R. 342000: Zetema, a differenza di tutte le altre ditte di restauro, ha conseguito la sua attestazione SOA solo dopo aver ottenuto l'affidamento dell'incarico da parte del Comune. Poi vorremmo che ci venisse spiegato perché il meccanismo in cui lo stesso soggetto sia progettista ed esecutore degli interventi, ma anche stazione appaltante (Zetema affida lavori anche a ditte esterne) risulti incomprensibile soltanto a noi, e la Lg. 10994? Inoltre ci chiediamo perché l'Amministrazione abbia abdicato al suo ruolo, di garante del bene pubblico, per delegare ad una società partecipata la scelta degli affidatari degli appalti, che vengono distribuiti ad esclusiva discrezione del Direttore Tecnico di Zetema, spesso in affidamento diretto, senza gara. E ancora si deve spendere qualche parola sul tema della formazione. I restauratori che costituiscono il braccio operativo di Zetema sono stati formati in buona parte dal Comune di Roma, che aveva, prima del 2000, attivato dei corsi per un progetto a tempo determinato. È vero che la formazione è da tempo oggetto di una profonda trasformazione, ma la direzione è quella dall'innalzamento degli standard qualitativi dei corsi. Questi standard sono garantiti per il personale dipendente di Zetema che ha un solo direttore tecnico per 38 restauratori? Abbiamo, infine, notato che, nonostante il pronunciamento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 2005 e la sentenza del T.A.R. del luglio 2006, Zetema continua a dichiararsi di proprietà al 100 del Comune di Roma (nell'home page del suo sito aggiornato a oggi). Avremmo ancora altri numerosi interrogativi.. Naturalmente temiamo di conoscere le risposte a queste nostre domande e sono le risposte di sempre. Accade questo quando si giocano le carte della politica e si manipolano leggi e ordinamenti a proprio uso e consumo, certi di poter trascurare i marginali interessi di una categoria che non ha mai alzato la voce. Abbiamo deciso, uniti come mai era accaduto, di manifestare la nostra determinazione andando fino in fondo per arrivare al pronunciamento del Consiglio di Stato fissato per il prossimo 20 marzo. Sentiamo che altrove si pensa di utilizzare lo stesso modello di gestione monopolizzatrice, ma vorremmo che venisse scoraggiato da chi può farlo e volentieri abbiamo voluto tracciare una strada. Abbiamo un sogno.che quanti si occupano di tutela e hanno a cuore una gestione corretta e degna di una società civile, di lunga tradizione culturale come la nostra, si esprimano per sostenere il nostro ricorso e lo manifestino pubblicamente . Saremmo lieti di poter approfondire con voi questo argomento e di ricevere il vostro appoggio. Se vorrà contattare il nostro comitato potrà farlo scrivendo a: Dott.ssa Luigia Gambino Indirizzo e-mail: tecniconhotmail.com Vi ringraziamo per il vostro impegno e per la vostra attenzione Cordiali saluti Luigia Gambino
Lettera dei restauratori romani: ricorsi contro Zetema
Un gruppo di restauratori romani ha presentato ricorsi contro l'acquisizione di Zetema da parte del Comune di Roma. La società Zetema, fondata nel 2000, ha ottenuto una certificazione SOA per eseguire lavori pubblici e ha acquisito il monopolio delle attività di restauro dei beni comunali. I restauratori sostengono che questo costituisce una violazione del principio della libera concorrenza e delle leggi che disciplinano il mercato dei lavori pubblici. Hanno anche sollevato questioni sulla formazione dei restauratori e sulla gestione della società. Il gruppo di restauratori ha chiesto il sostegno pubblico per il loro ricorso e ha fissato un pronunciamento del Consiglio di Stato per il 20 marzo.
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