Maggioranza e opposizione sempre ai ferri corti Su «Catania Risorse» i rapporti tra maggioranza e opposizione rimangono molto tesi. Dopo la nota di ieri, con cui l'amministrazione ha annunciato di stare valutando «la possibilità di intraprendere ogni più opportuna iniziativa legale, civile e penale, per la tutela degli interessi del Comune gravemente danneggiati dagli atti posti in essere dalla Soprintendenza» a difesa dell'operato della Soprintendenza scendono in campo i rappresentanti del centrosinistra con due comunicati. In uno i consiglieri comunali Ds, Margherita e Italia dei Valori si dicono «Stupefatti dai toni usati dall'amministrazione a proposito dell'intervento, legittimo, trasparente e dovuto della Soprintendenza sulla vendita degli immobili comunali. Se non lo avesse fatto - scrivono - sarebbe stata, questo sì, ipotizzabile una immotivata omissione». Dura anche la replica dei senatori Enzo Bianco, Anna Finocchiaro, Santo Liotta, e dei deputati nazionali Giovanni Burtone, Cinzia Dato, Orazio Licandro e Salvo Raiti: «Ci tocca purtroppo constatare - scrivono - che l'amministrazione comunale non conosce i limiti dell'arroganza. Nonostante con la vicenda "Catania risorse" sia stato compiuto un atto di evidente e clamorosa illegalità, la Giunta Scapagnini pensa di scavalcare i fatti puntando il dito contro la Sovrintendenza. Se quest'amministrazione crede di intimidire coloro i quali ancora oggi lavorano per il bene della città, o chi come noi da mesi oramai denunciamo il caso della cessione degli immobili comunali come uno dei più pericolosi ed avventati tentativi di svendita del patrimonio di tutti, ebbene, si sbaglia di grosso. Siamo pronti a sollevare la questione nuovamente e più duramente di fronte all'opinione pubblica e in tutte le sedi possibili».