"Mai più un condono". Il vicepremier e ministro della cultura Rutelli approfitta dell'insediamento ufficiale del Consiglio superiore dei beni culturali per sottolineare che la tutela del paesaggio in Italia "deve essere una priorità ". Ma "senza fondamentalismi": "per realizzare alcune infrastrutture vitali - dice citando alta velocità, aeroporti, corridoi della viabilità - una grande nazione accettare compromessi " purché nel il rispetto della qualità. Quella del paesaggio, spiega Rutelli riferendosi anche all'attività futura del nuovo consiglio dei Beni Culturali, è "una priorità cruciale", fino ad oggi troppo poco valutata, e deve diventare "missione fondamentale". La posta in gioco è alta. Il rischio, ammonisce, è quello di una "irreversibile trasformazione in senso negativo del paesaggio italiano". Dal dopoguerra, ricorda, il paese ha vissuto diversi passaggi storici che hanno inciso in maniera fondamentale sul paesaggio. Cita i fenomeni di antropizzazione "crescente ed in alcuni casi travolgente", l'abbandono dei piccoli centri, lo sviluppo dell'edilizia, la nascita nelle città di "periferie brutte", figlie in alcuni casi dell'abusivismo ma anche di edilizia pubblica di non buona qualità. Poi i condoni, "nell'ultimo periodo tre ondate successive". Adesso basta, ribadisce Rutelli, "In Italia non ci deve mai più essere un condono. Io, per quanto mi è possibile, mi batterò per questo". Serve un'inversione di rotta e per questo anche ministero e consiglio superiore dei beni pubblici, sottolinea Rutelli, possono fare qual cosa: "non possiamo intervenire sui piani regolatori ma possiamo riflettere su alcune prescrizioni, perché qualità urbana e segni della modernità non siano solo segni mediocri brutti e speculativi".