"Non ci deve essere mai piu' un condono in Italia. Mi battero' per questo per quanto sara' in mio potere". La promessa e' del vicepremier e ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli, nell'insediare il nuovo Consiglio Superiore per i Beni Culturali presieduto da Salvatore Settis. Il ministro ha colto anche l'occasione per sottolineare che il vero problema legato al territorio italiano non e' quello delle grandi infrastrutture. "Un grande paese - ha detto - deve saper accettare compromessi per realizzare alcune infrastrutture vitali come l'alta velocita', aeroporti, corridoi della viabilita'". Progetti che pero' vanno portati avanti "con una valutazione molto accorta dei parametri e delle prescrizioni che portino ad una qualita' massima delle progettazioni e delle realizzazioni". "Priorita' assoluta" e "missione fondamentale" per il dicastero per i Beni Culturali, e', secondo Rutelli, il paesaggio che corre "seri rischi di irreversibile trasformazione in senso negativo". Il ministro, che ha ricordato i passaggi storici che hanno inciso in maniera formidabile sul nostro territorio, dalla "antropizzazione crescente e travolgente" alla "urbanizzazione", dallo "spopolamento delle campagne e dei piccoli centri interni" alla "nascita di periferie disordinate e brutte per l'abusivismo e malfatte per edilizia pubblica di scarsa qualita'", ha rammentato le "tre ondate di condoni edilizi nell'ultimo periodo". E non ha salvato neppure il presente: "stiamo continuando a costruire periferie bruttissime mentre altri paesi fanno tornare l'architettura simbolo di qualita' urbana", ha detto rivendicando che "questa e' anche indirettamente una responsabilita' del nostro ministero perche' non possiamo intervenire sui piani regolatori, ma possiamo riflettere su alcune prescrizioni perche' i segni della contemporaneita' non siano solo bruttezza e speculazione".