Guerre e balli, fascinosa Lachera sulla strada degli antichi castelli Meno di un mese fa, nel secondo week-end di febbraio, migliaia di persone sono salite in Val dOrba, attratte dalle manifestazioni del Carnevale di Rocca Grimalda; altrettante, domenica scorsa, non sono mancate a Molare per la super polentata delle Ceneri. Due occasioni di festa popolare che, però, hanno in parte oscurato altre motivazioni che, con più tranquillità, costituiscono una valida attrattiva per raggiungere il Basso Piemonte. Ecco perché litinerario di questa settimana, lontani dalla pazza folla, ci riporta in un territorio ricco di elementi storici e architettonici. Stabilita Ovada come "porta" autostradale, il circuito ci porta prima a Rocca Grimalda e poi a Molare. Ovviamente non stupisce il nome della prima località: lo sperone roccioso su cui sorge il paese (con linconfondibile castello, oggi di proprietà privata) domina sulla pianura alessandrina e le colline del Monferrato. Averne il dominio significava possedere un assoluto controllo territoriale: ecco, quindi, come, nel corso dei secoli, il pacifico possesso prima dei Marchesi di Gavi, poi dei Malaspina, dei Visconti di Milano, dei Trotti e, infine, dei genovesi Grimaldi, si alternò agli assalti guerreschi portati da Austriaci, Spagnoli e Francesi. Segnando profondamente lanima della gente del posto: tribolazioni sociali e voglia di libertà che si sono fuse nella tradizione della Lachera, un po danza, un po sfilata in maschera, con apice a Carnevale. Motivazioni che hanno portato ad approfondire la ricerca storico-culturale che si è concretata nel Museo della Maschera: costumi e maschere italiane e straniere, frutto del vivace scambio di materiale etnografico sviluppato negli anni con altri musei stranieri. Per visitarlo quattro ore a disposizione, tutte le domeniche, dalle 15 alle 19, con ingresso gratuito. A livello architettonico da vedere la parrocchiale di San Giacomo Maggiore, di origine romanica, e, fuori paese, le chiese campestri di San Rocco e di San Giacomo. Anche Molare aveva il suo castello, dimora dei Marchesi del Bosco, dei Malaspina e degli Spinola, ma, al contrario di quanto accaduto a Rocca Grimalda, non ne è rimasta traccia. Nobiltà più recenti, però, mostrano le loro dimore: il castello dei Conti Chiabrera Castelli Gaioli Boidi, il palazzo dei Tornielli di Crestvolant, la villa dei marchesi Salvago Raggi. Ma il fiore allocchiello è un monumento nazionale: la chiesa di N. S. della Pieve, con una splendida abside gotico-romanica.