rimbalzano fin da Milano gli echi dellalta tensione istituzionale genovese sullAffresco di Renzo Piano. Alla vigilia della firma del protocollo dintesa fra enti, sindacati e imprese, la situazione rischia di arenarsi nuovamente, complici le pesanti riserve della Provincia al documento che dovrebbe finalmente sancire lacquisizione dellAffresco come modello di sviluppo del porto. Un vero peccato perché le notizie che arrivano da Milano sono veramente sensazionali dal punto di vista dei numeri e, ancor più, delle prospettive. I tre scali di Genova, Savona e La Spezia hanno raccolto nel 2005 poco meno di quattro miliardi di euro come gettito fiscale (3.953 milioni). Ma la quota di competenza delle authority è stata di soli 15,4 milioni, pari a un desolante 0,39. E magra consolazione è la voce "trasferimenti ai porti" (sotto forma di contributi in conto capitale e in conto gestione e di diritti marittimi), visto che vale 107 milioni complessivi, cioè il 2,7 del gettito complessivo. Una vera miseria che paralizza liniziativa delle authority liguri (e italiane) dal punto di vista della realizzazione delle principali opere strutturali e infrastrutturali. Ben diversa la situazione in Nord Europa e nel Mediterraneo dove i concorrenti viaggiano a medie anche dieci volte superiori. Rispetto agli 11 centesimi di diritti portuali per ogni tonnellata di movimentazione a Savona (12 alla Spezia, 22 a Genova) si arriva ai 64 di Rotterdam, ai 78 di Valencia, agli 89 di Marsiglia e a un euro e 5 centesimi di Barcellona. Ora segnali positivi in termini di restituzione del gettito arrivano dalla nuova Finanziaria, ma la strada è ancora lunga. Anche per questo servirebbe grande unità dintenti istituzionale e progetti certi di sviluppo portuale. Proprio quello che manca a Genova. Il paradigma resta la vicenda dellAffresco che ora rischia addirittura di esplodere. Alla base delle tensioni cè la posizione della Provincia di Genova che nellultimo consiglio ha votato un documento molto articolato in cui manifesta pesanti osservazioni sul progetto del waterfront. In quelloccasione Repetto ha spiegato tutte le riserve (trasferimento dellaeroporto in mare, spostamento del porto petroli, ricadute occupazionali negative, pesante impatto ambientale) chiedendo di inserirle nel protocollo dintesa, pena la mancata firma del documento. Che fare? Cercare un nuovo punto di mediazione, fissare la data della firma e acquisire le riserve della Provincia, arrivare a un clamoroso "strappo" fra enti e procedere senza Repetto? Prevarrà alla fine una soluzione concertata. Ma, come si sa, i tempi si fanno sempre più stretti, vista limminenza delle Amministrative. Il rischio, insomma, è che tutto si congeli e venga ripreso dopo il voto di primavera, con il nuovo sindaco e il nuovo presidente della Provincia. Ipotesi che non convince nessuno, in particolare il sindaco Pericu. Intendiamoci, come ha spiegato lo stesso Pericu in una lettera a Repubblica, è ovvio che di una materia così delicata si dovrà occupare a pieno titolo il suo successore. Ma adesso ci sono tutte le condizioni per un triplo, importantissimo passaggio: la firma del protocollo dintesa; la trasformazione dellAffresco in variante al piano regolatore portuale dopo un apposita delibera in comitato; il trasferimento di questa delibera allattuale consiglio comunale per il suo esame. Obiettivo possibile? Sì, anche se la firma del protocollo che si allontana spinge ancora più in là il comitato portuale. Ecco perché, una volta per tutte, occorre avere al più presto tutte le firme possibili. Con o senza allegati.
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La tensione istituzionale a Genova si allunga intorno allAffresco, un progetto di sviluppo del porto. La Provincia di Genova ha espresso pesanti riserve sul progetto, che include la trasferimento dellAeroporto in mare e il spostamento del porto petroli. La situazione è complicata, con la mancanza di unità tra gli enti e la necessità di un progetto certo di sviluppo portuale. La firma del protocollo dintesa è in discussione, e la Provincia potrebbe bloccare il progetto se non si inseriscano le sue riserve. La situazione è critica, con il rischio che il progetto si congeli e venga ripreso dopo il voto di primavera.
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