LA DECISIONE Erano gli avamposti militari di unItalia in guerra o comunque costretta a restare vigile sui propri confini. In tempi di pace, forti, caserme, basi logistiche e batterie hanno perso la loro funzione di tempo. Ma sono pur sempre rimasti in posizioni uniche, luoghi esclusivi da cui osservare la terra e il mare. Il primo atto della loro terza e definitiva vita si è consumato ieri, con la firma del decreto che trasferirà questi beni militari dal ministero della Difesa allagenzia del Demanio. Solo il Liguria sono tredici, duecentouno in tuttItalia, per un valore iniziale di un miliardo di euro. Potranno finire ai comuni, ma anche ai privati, come stabilito nella Finanziaria dal trenta giugno. «Ora, per procedere su questa strada, sarà molto importante una stretta collaborazione tra ministero della Difesa, enti locali e agenzia del demanio - spiega il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri - Per quanto riguarda la Liguria, rispetto ai siti su cui gli enti locali hanno a suo tempo manifestato interesse, già nelle scorse settimane è stato istituito un tavolo tecnico-politico al ministero della Difesa, per valutare la possibilità di permute direttamente con le nostre forze armate». Per saperne di più bisognerà attendere la fine di giugno. Poi chi sarà interessato potrà farsi avanti. Al demanio passano la caserma Comandone di Imperia; la "Turinetto" con il Poligono di Albenga; la base Nato "Scatter" a Calice Ligure, il Forte Bruciato a Pontivrea; le due basi logistiche di Valdilocchi alla Spezia; il Forte Pianelloni a Lerici, la casa cantoniera e il Forte Pezzino Alto a Portovenere; la Batteria Monte Bastia a Vezzano Ligure, il Forte Castellaccio e lOsservatorio Oregina a Genova. Chi ha qualche idea e un po di soldi può pure pensarci su.