Lo specialista dellOpificio spiega come il capolavoro verrà imballato, monitorato in volo e custodito in Giappone Un laboratorio volante per Leonardo LAnnunciazione di Leonardo da Vinci viaggerà come un grande malato. Superprotetta, assistita e monitorata in ogni momento: dal tragitto in camion Firenze-aeroporto di Fiumicino, durante il volo aereo di 12 ore fino a Tokio. La mattina di lunedì 12 marzo la tavola di 217 per 98 centimetri sarà staccata dalla parete degli Uffizi e riposta in tre casse. «Una dentro laltra come le bamboline russe - spiega Roberto Boddi, specialista ed esperto conservatore dellOpificio delle Pietre dure - Ogni cassa di legno in pannelli incrociati, è stata trattata con protezioni ignifughe, impermeabilizzanti e ritardanti di fiamma. E la seconda cassa avrà pannelli in alluminio ad alto potere di isolamento termico». Alla fine le misure delle tre casse, tra gomme speciali, strati di imbottiture e di schiume regolabili misurerà 2,90 metri per 1,70 con uno spessore di 70 centimetri. Un cassone davvero straordinario bloccherà il capolavoro che Leonardo eseguì a 20 anni, tra il 1472 e il '75, e che soprattutto, spiega il tecnico «garantirà la stessa temperatura in cui sarà prelevata dalla sala degli Uffizi. Ossia 19-20 gradi, con il tasso di umidità tra il 50-60 per cento, dato fondamentale per non nuocere alla tavola». In più sarà munita di chip e sensori su sollecitazioni meccaniche e condizioni climatiche che, come un elettocardiogramma, trasmetteranno i dati in tempo reale: «Per la prima volta in collaborazione con il laboratorio climatologico di Tokio - spiega Boddi - adottiamo questo sistema di rilevamento di accelerometria triassale, per verificare spostamenti verticali, trasversali e longitudinali. Ma nelle 12 ore di viaggio non sarà attivo, per non interferire con le comunicazioni del volo». Tutto pronto a livelli di massima sicurezza. Compresa la super-teca in cristallo fabbricata a Francoforte, in cui sarà esposta nel Museo nazionale di Tokio. Superprotetta ma non dalle polemiche di chi non vuole lo spostamento. In prima fila il direttore degli Uffizi Antonio Natali, contrario che unopera così importante per il nucleo leonardiano lasci gli Uffizi. Prestito tra laltro già consentito prima dellok del ministro Rutelli, dal precedente governo allambasciatore italiano in Giappone Bova.