I controlli evidentemente servono. Dal 1 di agosto i vigili urbani fanno servizio anche davanti a Santa Croce e alla Santissima Annunziata. Dunque vuoi dire che la presenza delle divise è un deterrente all'anarchia dei comportamenti sguaiati, un argine all'ignoranza, un ostacolo in più per i deficienti, che dopo aver bevuto le loro bottiglie finiscono qualche volta anche per volarle per l'aria, o per altri che scambiano i muri esterni di Santa Maria Novella per latrine. Forse che la violenta (in senso verbale) uscita di monsignor Timothy Verdon, affiancato da priori e custodi delle cinque principali chiese fiorentine contro il Comune, accusato di non far rispettare sagrati, chiese e basiliche, è servita a qualcosa? Francamente la possibilità che la «sparata», lanciata martedì 29 luglio e l'arrivo dei vigili davanti a Santa Croce e Santissima Annunziata dal 1 agosto siano in qualche modo l'una, causa dell'altro, non è proprio fuori luogo. Ma tant'è: le cinque principali chiese fiorentine sono oggi ufficialmente tenute sotto controllo dalla polizia municipale. Oltre alle due già ricordate, ci sono ancora Santo Spirito, Santa Maria Novella e il Duomo. Ieri mattina, insieme all'assessore Graziano Cioni, questa volta in qualità di titolare della delega sulla polizia municipale, siamo andati a vedere l'effetto che fa, dopo le accuse sul degrado, lo sporco, l'offesa alla sacralità dei luoghi, che verrebbe prodotta proprio dall'incuria di Palazzo Vecchio (tutte accuse, come si sa, puntualmente respinte dal sindaco Domenici). Un giro senza preavviso fatto da mezzogiorno alle 13,30, toccando tutte e 5 le chiese della discordia. I vigili urbani in servizio ci sono: due per ciascuna, dalle 8 alle 12,30, e dalle 14 alle 19,30. In totale sono 20 quelli impegnati ogni giorno nel servizio, mentre dalle 20 in poi il numero cala a 10, alcuni in servizio mobile, altri che stazionano fissi, come in Santo Spirito e al Duomo. Ieri, oltre ai vigili, abbiamo visto altre divise (quelle dei carabinieri - due auto) solo in piazza Santissima Annunziata. A mezzogiorno davanti al Duomo c'è una discreta folla di turisti. C'è chi aspetta in fila di entrare in Duomo, al di là dei cordoni che transennano un percorso; e ci sono tanti, come sempre, seduti per terra sui gradini. Sporco? Due bottiglie vuote di plastica al lato del portone di destra, un pacchetto vuoto di Philipp Morris all'altro angolo e un sacchetto bianco che svolazza. Più, qua e là, qualche cicca spenta, qualche cartaccia. Poteva essere peggio, anzi, francamente non si può gridare allo schifo. A dare il senso del bivacco poco simpatico, però, sono sicuramente le decine di turisti seduti sui gradini. Oltre tutto chi in pantaloncini, chi a torso nudo, chi vestito praticamente da spiaggia. Il vigile che è in servizio ne fa alzare alcuni, ma altri arrivano e si risiedono. Non c'è nessuno del Duomo, né un custode, né altri. Forse se si mettessero delle cordicelle, se in qualche modo si delimitassero gradini e sagrato, questa storia del sedersi ovunque, con gente che poi ne approfitta per farsi fuori un panino, bere una bottiglia e sdraiarsi quasi, per riposare la schiena, finirebbe. E' vero anche che i due cestini ai lati della piazza sono stracolmi di rifiuti, quasi tutti bottiglie e bottigliette vuote di plastica. Andrebbero vuotati più spesso, non c'è dubbio. In Santa Croce lo scenario è praticamente lo stesso: gradini della basilica non indecenti, nessun bivacco, ma tanta gente a sedere anche qui. A Sante Spirito, rigorosamente con i portoni chiusi, colpisce la quantità di erba, quasi un tappeto che è nata e ben cresciuta alla destra della facciata, sul camminamento che circonda la chiesa. Perché nessuno la toglie? Santa Maria Novella, ormai dopo le 13, è deserta, ma pulita. Pulita sul sagrato; pulita accanto ai locali del n. 17, l'ex ambulatorio dove l'assessore Cioni conferma che verrà presto aperto un posto fisso della polizia municipale. Solo un angolo, qualche metro più in là, è chiaramente corroso dall'urina (e l'odore si sente senza problemi). Nel pomeriggio, trae le 15.30 e le 17, da soli, ripetiamo il giro: stesse chiese; stesse scene. Tutte bugie le denunce del monsignore e dell'Arcidiocesi? La verità è che anche il degrado ha i suoi orari: la sera, probabilmente; o meglio la notte è peggio. E neanche il caldo, davvero impossibile, può tener lontano questi problemi. Se come dice il comandante dei vigili Alessandro Bartolini, è dalla primavere scorsa che si sono rafforzati i servizi davanti alle chiese, una ragione ci deve pur essere stata. La stessa che ha fatto ampliare il servizio anche a Santa Croce e Santissima Annunziata. Ma il sospetto, nostro, è che i vigili, se ci sono, devono esserci sul serio. Qualcuno sporca? A decine sì siedono per terra? C'è chi mangia o peggio ancora? Qualche parola decisa, se non basta un invito e, anche, qualche multa, perché no? «Gli ordini sono di multare» risponde il comandante Bartolini. Vedremo, siamo curiosi di leggere le prime statistiche, se ci saranno. «La filosofia giusta? - dice l'assessore Cioni -Coniugare il rispetto delle regole della convivenza, con quelle dell'accoglienza».