Il passaggio complessivo degli edifici ex militari per 4 miliardi avverrà in quattro fasi entro il 2008. Questa volta lo stato non ci vuole rimettere e così ha deciso di liberarsi di caserme e immobili non strategici, dandoli in gestione all'Agenzia del demanio, che attuerà in accordo con i comuni le operazioni di valorizzazione offrendo agli enti locali concessioni fino a 50 anni. Dunque i beni ex militari non saranno venduti ma valorizzati con programmi di riqualificazione secondo quanto previsto dalla Finanziaria 2007. I comuni potranno utilizzare, così, per le loro esigenze relative ai servizi comunali e intercomunali e usi socio-assistenziali e culturali una serie di caserme, poligoni di tiro, aeroporti militari, magazzini militari, depositi di carburanti, basi logistiche, fortini, fari militari, stabilimenti di esplosivi, palazzine con uffici militari, ubicate nelle grandi città: Milano, Napoli, Bologna, Roma, Piacenza, La Spezia, Bergamo, Brescia, Pavia, Ancona, Alessandria, Novara, Torino, Brindisi, Foggia, Lecce, e persino il faro di San Domini nelle isole Tremiti, Taranto, Grosseto, Firenze, Belluno, Perugia, Padova, Venezia, Verona e Vicenza, secondo le indicazioni contenute nel primo dei quattro pacchetti di immobili che verranno dismessi dal ministero della difesa per la loro valorizzazione. Il valore complessivo del totale delle dismissioni del ministero della difesa è stato calcolato in 4 miliardi e la posta è già stata messa a bilancio mentre ciascun pacchetto di immobili che verranno trasferiti alla competenza dell'Agenzia del demanio, diretta da Elisabetta Spitz, sarà del valore di un miliardo. Il trasferimento di tutti gli edifici ex militari, circa un migliaio, in due anni, dovrà essere completato entro il 2008 in quattro tranches. La prima, che riguarda 201 edifici del valore stimato di circa un miliardo, ha avuto il via libera ieri, con il primo decreto per il passaggio al patrimonio immobiliare dello stato di 201 immobili non più utili ai fini militari siglato tra il ministero della difesa, guidato da Arturo Parisi e l'Agenzia del demanio. Il decreto, che rientra nelle disposizioni previste dalla Finanziaria 2007, è in corso di registrazione alla Corte dei conti e sarà successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Positivo il commento dei comuni che hanno chiesto immediatamente l'avvio del tavolo di raccordo tra Anci e Agenzia del demanio previsto dal protocollo di intesa appena siglato fra le due parti. L'obiettivo per l'Anci (associazione dei comuni d'Italia) è arrivare al più presto alla definizione delle linee guida per i piani di riconversione e valorizzazione degli immobili', secondo quanto ha dichiarato Claudio Minelli, responsabile Anci per le politiche abitative, passaggio propedeutico a una accelerazione dei passi successivi, che vedranno coinvolti i singoli Comuni, chiamati a stabilirne la nuova destinazione d'uso'. Il progetto del passaggio degli immobili dismessi dagli usi militari e riconvertiti a quelli civili assegna all'Agenzia del demanio il ruolo chiave di gestore della loro valorizzazione. Infatti, sarà l'Agenzia (20 filiali e 890 dipendenti) diretta dalla Spitz che dal 2001 si occupa della gestione e della valorizzazione del patrimonio immobiliare dello stato, ad attivare in collaborazione con i comuni (con i quali verranno firmati protocolli di intesa) i progetti di valorizzazione degli immobili in questione, che consentiranno il cambiamento della destinazione d'uso. Il valore di questi immobili ex militari, secondo il progetto messo in campo dal governo con la Finanziaria 2007, è destinato a crescere in conseguenza dei progetti di riqualificazione dei principali centri urbani dove sono ubicati, in genere la maggioranza delle caserme dismesse. Il provvedimento', si legge in una nota dell'Agenzia del demanio, è il primo di quattro decreti che sanciscono il passaggio di immobili dagli usi militari al patrimonio disponibile dello stato. L'operazione di trasferimento degli immobili ex difesa avrà termine entro luglio 2008, quando l'ultimo decreto completerà l'individuazione dei beni da trasferire all'Agenzia del demanio, per un valore complessivo di 4 miliardi di euro'. I 201 immobili, oggetto di questo primo decreto, saranno consegnati all'Agenzia del demanio entro il 30 giugno 2007', prosegue la nota, è prevista per luglio 2007 una seconda lista di beni per il valore di 1 miliardo di euro con consegna entro fine 2007. Con identiche modalità verranno poi consegnati, entro il 2008, beni immobili per un valore di altri 2 miliardi di euro'. L'Agenzia del demanio', prosegue la nota, avvierà sui beni ex difesa progetti di valorizzazione e di eventuale dismissione, condividendo con i comuni interessati iniziative in linea con i fabbisogni del contesto urbano e sociale nel quale gli immobili sono inseriti. Spesso ubicati nel centro delle principali città italiane, questi beni (caserme, arsenali, poligoni, terreni) rappresentano un'opportunità di sviluppo e di innovazione nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico e nella pianificazione degli assetti territoriali'.
Caserme riqualificate con i comuni. Via libera alla prima tranche con 201 immobili per un miliardo
Il governo ha deciso di liberarsi di caserme e immobili non più utili ai fini militari, trasferendoli in gestione all'Agenzia del demanio. Il passaggio avverrà in quattro fasi entro il 2008, con un valore complessivo di 4 miliardi di euro. I beni ex militari non saranno venduti, ma valorizzati con programmi di riqualificazione. I comuni potranno utilizzare questi immobili per le loro esigenze relative ai servizi comunali e intercomunali e usi socio-assistenziali e culturali. L'Agenzia del demanio avvierà progetti di valorizzazione e di eventuale dismissione, condividendo con i comuni interessati iniziative in linea con i fabbisogni del contesto urbano e sociale.
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