Dai vincoli paesistici al Parco. E' questo lo slogan con il quale Legambiente plaude all'azione politica portata avanti dalla giunta regionale e conferma il proprio impegno per la creazione del futuro Parco archeologico-ambientale Karalis nella zona di Tuvixeddu. Alla presenza del suo presidente nazionale, Roberto Della Seta, l'associazione ha annunciato l'avvio di una serie di iniziative a carattere locale, nazionale e internazionale mirate a ribadire che il nuovo Parco debba essere accolto come un'importante e unica opportunità di sviluppo culturale ed economico. CAGLIARI - Dopo aver chiarito che nell'area dei colle Tuvixeddu e Tuvumannu non si costruisce, sono partite le proposte per stabilire quale sarà il futuro del nuovo Parco Karalis, cosi da passare velocemente dal vincolo passivo all'azione "partecipata" della cittadinanza. Legambiente si mobilita per trasformare l'area punica in uno spazio verde, "non un polmone ma un cuore della città" sotto tutti i punti di vista: ambientale, storico-archeologico e culturale. Tra le iniziative a livello nazionale si chiede al Ministro dei Beni Culturali di sostenere concretamente la condotta dell'amministrazione regionale, stanziando fondi in breve tempo per far fronte economicamente al progetto "dalle istituzioni nazionali ci aspettiamo che rendano definitivamente esplicito il proprio impegno"; oltre ciò si organizzerà un convegno nazionale su temi legati alla tutela dei siti punici di spiccata valenza storica e artistica. L'idea che si vuol far passare è quindi quella di considerare il paesaggio non come semplice vincolo ma come modello di benessere. Ribadendo questo concetto Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente Sardegna, afferma "Cagliari è una bella città che può essere ulteriormente valorizzata sfruttando i vuoti urbani" e propone una campagna di sensibilizzazione nelle scuole e tra i cittadini "per far conoscere in maniera adeguata queste bellezze cosi da poterle difendere". A tal fine inoltre verrà realizzata una performance teatrale nell'area archeologica intitolata "La notte di Tuvixeddu" organizzata da Gianluca Medas, il quale sintetizza: "l'unico intento che ha questa manifestazione è suscitare un'emozione". I progetti andrebbero ad inserirsi in un quadro internazionale di più ampio respiro attraverso "un gemellaggio tra i siti del Mediterraneo quali Cartagine, Ibiza e Trapani". Facendo questo si garantirebbe un "continuum" tra natura e cultura e uno sviluppo in campo turistico. Dello stesso avviso Marco Espa, capogruppo dell'Ulivo in consiglio comunale, "il bene ambientale non è un vezzo di quattro ambientalisti, ma è un bene che genererà sviluppo. Aver restituito il colle di Tuvixeddu ai cagliaritani è stato, secondo Legambiente, un passaggio enormemente positivo, ora si tratta di costruire il parco: questo è il progetto ma riguardo i tempi, il come si costruirà ed i costi dell'operazione le posizioni sono più vaghe. "Non abbiamo ancora un'idea del progetto, ma crediamo molto a quella che è la progettazione partecipata, cioè la discussione delle proposte. Ovviamente il parco si farà più in fretta se la società ne avrà premura" conclude Tiana.