È la prima mossa del piano ideato dalla Provincia per sfruttare meglio leffetto olimpico Saitta: non perdiamo la visibilità internazionale Ma secondo uno studio della Bocconi larea torinese stenta a decollare come meta per le vacanze: "Colpa anche di una certa anarchia dazione" -------------------------------------------------------------------------------- Il Gran Paradiso? È in Valle dAosta. Torino? Una città grigia, e in provincia ci sono solo industrie. Le Olimpiadi invernali? Un bellevento, ma le piste da sci e le montagne, quelle "vere", sono altrove. Questo è il modo in cui Torino è percepita dai turisti italiani e stranieri, almeno secondo lo studio che la Provincia ha commissionato ad un gruppo di lavoro della Bocconi, i cui risultati sono stati presentati ieri al «Centro conservazione e restauro beni culturali» di Venaria. Il quadro dipinto dai dati non è confortante. Nonostante bellezze naturalistiche, piste da sci che sono state sotto i riflettori di tutto il mondo e grandi parchi naturali, la provincia di Torino stenta a decollare come meta turistica. Secondo la dottoressa Parolini, che ha coordinato lo studio, il motivo sta tutto nella scarsa capacità degli enti locali di promuovere le bellezze e le risorse del territorio. E soprattutto nella scarsa abitudine a farlo tutti insieme. Spesso infatti le iniziative di Regione, Provincia, Comuni montani e altri enti disperdono il loro potenziale proprio per la mancanza di coordinamento, a causa di quella che è stata definita "anarchia di azione". E proprio per dare un senso a questanarchia nasce il Piano Turistico Provinciale unico, un progetto strategico che la Provincia di Torino, prima in Italia, ha presentato ieri a Venaria. "Approfittare della scossa olimpica per non perdere visibilità internazionale è fondamentale ha detto il presidente della Provincia Antonio Saitta come pure trasferire lorgoglio dei torinesi, che si è sviluppato durante i Giochi, agli abitanti delle zone provinciali". Diversi gli strumenti con cui intervenire: prima di tutto lunificazione delle Aziende Turistiche Locali della regione in ununica Atl. Poi una sede di coordinamento che ospiti tutte le attività di promozione turistica della regione. Infine una speciale convenzione tra il Centro conservazione e restauro di Venaria e i piccoli comuni della provincia torinese, che, pur non disponendo di molte risorse economiche, vogliano dare nuova vita ai beni artistici ed architettonici locali per attirare turisti. Un piccolo passo, ma significativo: se Torino catalizza infatti oltre la metà delle presenze turistiche in Piemonte, le zone provinciali devono investire in strutture e formazione per dare luce alle loro bellezze, e trasformarle in risorse disponibili. Tutti i cittadini devono essere coinvolti. "Unidea propone la dottoressa Parolini può essere quella di classificare gli appartamenti che si danno in affitto proprio come si fa con gli alberghi, così da essere inseriti tra le strutture di ricezione turistica". Insomma, mettere due o tre stelle alla seconda casa in montagna. Lassessore regionale al Turismo, Giuliana Manica, è fiduciosa: "Intendiamo portare il turismo al 4 del prodotto interno regionale entro 5 anni dalle Olimpiadi; oggi siamo al 2". Per centrare lobiettivo ci sono già progetti in corso: una campagna di promozione internazionale in cui il logo di Torino e quello della regione Piemonte sono unificati; un piano di incremento dei voli low-cost sugli aeroporti di Caselle e Milano Malpensa. E poi, un pizzico di creatività: "Ci sono ambiti ad altissimo potenziale che Torino non sa nemmeno di avere conclude lassessore Manica come ad esempio il turismo dei matrimoni e quello dei campi da golf: gettonatissimi dagli americani, rappresentano un mercato tutto da scoprire".
TORINO- Turismo, ununica agenzia
La Provincia di Torino ha presentato un piano per sfruttare meglio l'effetto olimpico e promuovere la sua visibilità internazionale. Secondo uno studio della Bocconi, la provincia stenta a decollare come meta turistica, nonostante bellezze naturalistiche e piste da sci. Il motivo è la scarsa capacità degli enti locali di promuovere le bellezze del territorio e la scarsa abitudine a farlo tutti insieme. Il piano prevede la lunificazione delle Aziende Turistiche Locali, una sede di coordinamento e una convenzione con i piccoli comuni per promuovere i beni artistici ed architettonici locali.
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