L'AQUILA - «Alba Fucens non è e non può essere in vendita così come nessuna altro bene dello Stato». Il presidente di Archeoclub Italia, Walter Mazzitti, che è anche il presidente del Parco del Gran Sasso, scende in campo con una nota alla vigilia della manifestazione "Una giornata per l'Abruzzo" di stamane ad Alba Fucens organizzata da Legambiente che ha scelto il sito archeologico marsicano come simbolo della protesta «contro le iniziative portate avanti dal Governo che vuole svendere il patrimonio pubblico per motivi finanziari». Una manifestazione alla quale ha annunciato l'adesione anche l'Arci Abruzzo. «La società civile- prosegue la nota di Mazzitti- è stata indotta a pensare che il patrimonio artistico dello Stato possa essere tranquillamente venduto senza nessuna autorizzazione, e che quindi il Colosseo, così come tanti altri beni archeologici, può essere alienato come un qualsiasi appartamento privato. Questa è un'autentica corbelleria». Secondo Mazzitti, niente, neanche uno spillo dei Beni culturali si può vendere senza il permesso del ministero competente e delle Soprintendenze. «Nella trappola avvinghiante della disinformazione- aggiunge - è caduta anche la collettività abruzzese in merito alla vicenda di Alba Fucens. Il meraviglioso sito archeologico è finito su una lista di oltre 3.000 beni immobili messa a punto dall'Agenzia del demanio e pubblicata ad agosto sulla Gazzetta Ufficiale. La lista non è altro che un adempimento a una precedente legge, tra l'altro partorita da un Governo diverso da quello attuale, che chiedeva l'aggiornamento dei valori dei beni immobili statali. Alba Fucens rimarrà dov'è. Pensiamo piuttosto alla sua valorizzazione e alla sua gestione: nel nostro Paese siamo molto bravi nel protestare, urliamo solo perchè tutti gli altri urlano, ma quando si tratta di rimboccarsi le maniche e di farsi venire un'idea, è sempre ora di andar via».
Alba Fucens non è in vendita
Il presidente di Archeoclub Italia, Walter Mazzitti, ha scritto una nota in cui ha espresso la sua disapprovazione per le iniziative del Governo che vorrebbero vendere il patrimonio pubblico, come ad esempio il sito archeologico di Alba Fucens. Mazzitti ha affermato che nulla, neanche uno spillo dei Beni culturali, può essere venduto senza il permesso del ministero competente e delle Soprintendenze. Ha anche menzionato che Alba Fucens è finito su una lista di oltre 3.000 beni immobili messa a punto dall'Agenzia del demanio e pubblicata ad agosto sulla Gazzetta Ufficiale.
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