Al Comune i forti Tiburtino e Bravetta e gli stabili di via Guido Reni e piazza Zama "Aree di pregio per scopi culturali e sociali" Gli stabili saranno dati in concessione. Lassessore Minelli: "Per noi è una grande opportunità" "Il primo passo è acquisire lelenco completo dei beni per poi studiarne lutilizzo migliore" -------------------------------------------------------------------------------- Il Forte Tiburtino, la caserma di piazza Zama e, ancora, quelle di via Guido Reni, Forte Bravetta: sono solo alcuni degli immobili che dovrebbero rientrare nella dismissione da parte del ministero della Difesa prevista dalla Finanziaria 2007 e sancita dal decreto firmato dintesa tra la Difesa e lAgenzia del Demanio, attualmente in corso di registrazione alla Corte dei Conti. «La lista completa degli immobili non cè ancora», dice lassessore Minelli, «per ora si possono fare solo delle ipotesi, ma certamente per Roma si tratta di una grossa partita, perché di immobili della difesa non più strumentali alle forze armate da noi ce ne sono diversi». Per questi immobili è previsto, spiega Minelli, un programma di utilizzazione e valorizzazione che deve essere concordato con i comuni nei quali si trovano gli immobili stessi. «Non si tratta di alienazioni, quanto piuttosto di concessioni di lungo periodo date a privati attraverso gare pubbliche. Delle entrate che ne scaturiranno una quota, il 15, rientrerà nelle casse del comune». Ma non è tanto questo il valore delloperazione, quanto il fatto che le strutture, gli edifici, potranno essere riutilizzati per dare ospitalità, ad esempio, a università, oppure a centri per servizi sociali. «Gli immobili potranno essere usati per finalità di grande interesse civile», continua lassessore Minelli, «e, in questottica, a noi potrebbero fare gola, più che la quota delle entrate, proprio le strutture». È il caso delle caserme di via Guido Reni: già il ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli aveva indicato questi edifici come la sede ideale della Città della Scienza, un progetto di cui si è molto parlato e che ora potrebbe diventare in tempi brevi realtà. «La strada potrebbe essere anche quella di possibili triangolazioni», spiega ancora lassessore: il Comune potrebbe scambiare immobili che non hanno più un appeal per la Difesa ma che, invece, possono essere adibiti ad attività sociali, dando in cambio altri, magari più decentrati ma più comodi per le Forze Armate. In questo modo potrebbero rientrare nel pacchetto anche caserme che non sono nella lista delle dismissioni. «Costruiremo insieme con i militari possibilità diverse, a seconda delle convenienze per entrambi. Si tratta di avviare un percorso, attraverso diversi tavoli di lavoro congiunti, che cominceranno nei prossimi giorni. Ci sarà anche un tavolo centrale a livello nazionale al quale partecipo come rappresentante dellAnci. Poi, quando ci sarà la lista completa degli immobili, insieme con lAgenzia del Demanio avvieremo unistruttoria adeguata di tipo urbanistico. Il primo passo è acquisire lelenco dei beni, quindi studiarne lutilizzo migliore». A Roma il gruppo di lavoro che se ne occuperà è composto dal sindaco Walter Veltroni, dallassessore al patrimonio Claudio Minelli e da quello allurbanistica Roberto Morassut. Lintera operazione di dismissione coprirà un arco di qualche anno: il primo pacchetto di immobili verrà consegnato allAgenzia del Demanio entro giugno di questanno e poi, in trance successive, arriveranno gli altri.